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Bilancio di Borghetto, l’amministrazione Canepa al bivio: rispettare il piano di rientro o dichiarare il pre-dissesto

L'assessore Moreno, gli uffici e i consulenti hanno quasi ultimato l'analisi dei conti

Borghetto Santo Spirito. Si è quasi concluso il lavoro di “analisi contabile” messo in atto dall’amministrazione comunale del sindaco Giancarlo Canepa e dagli uffici comunali di Borghetto per cercare di capire l’entità dello squilibrio di bilancio emerso più di un anno fa e che, quasi certamente, vincolerà l’attività del Comune per i prossimi mesi (se non addirittura anni).

Borghetto Roberto Moreno

Un lavoro che l’assessore al bilancio, Roberto Moreno, non esita a definire “stremante” e che ha costretto lui, i funzionari del settore finanziario ed i consulenti economici dell’Ente borghettino ad impegnarsi per lunghissime giornate: “Abbiamo rivisto tutte le voci di spesa e tutte le voci di entrata, concentrandoci in particolare su quelle di spesa corrente ed entrata corrente, che sono quelle che permettono di verificare se il piano di riequilibrio triennale approvato dal primo commissario prefettizio Andrea Santonastaso e variato dal secondo commissario Fabrizia Triolo poco prima del nostro arrivo sia congruo o meno. Occorre tenere conto del fatto che, indipendentemente dalle variazioni e dal succedersi delle amministrazioni comunali, un piano triennale deve arrivare alla scadenza del triennio di riferimento: quello che interessa il Comune di Borghetto, dunque, dovrà per forza traguardare il 2018 così come previsto”.

Il piano elaborato per ripianare l’ormai famoso buco di bilancio presenta qualche incognita: “Alcune previsioni sono difficili da rispettare – spiega ancora Moreno – Ad esempio, prevedeva introiti straordinari sul fronte Imu che difficilmente potranno essere confermati. Stiamo analizzando tutte le entrate e le uscite per verificare se sia possibile o meno rispettare il piano”.

Allo stato attuale, dunque, ed in attesa che Moreno, uffici e consulenti completino la disamina dei conti, il Comune di Borghetto potrebbe trovarsi tanto nella condizione di riuscire a rispettare il piano di rientro quanto in quella di non essere in grado di revisionare i propri conti economici in maniera sufficientemente incisiva da ripianare lo squilibrio. Due ipotesi che porteranno a sviluppi diametralmente opposti, in grado di condizionare in maniera assai diversa l’attività amministrativa di Canepa e la vita dei cittadini borghettini per i prossimi anni.

Cominciamo dalla migliore delle ipotesi: “Nel caso in cui dovessimo essere in grado di rispettare il piano approvato da Santonastato e variato da Triolo – spiega Moreno – dovremo fare alcune rettifiche che andranno ad impattare sui conti del 2018. Ma a fronte di un sacrificio anche grande, porteremo il Comune in equilibrio e nel 2019 potremo riprendere con la normale attività. Ma di certo la spesa non potrà rimanere quella attuale e perciò sarà necessario apportare alcuni correttivi”.

Insomma, nel caso migliore si prospettano ancora 18 mesi di “lacrime e sangue” a cui dovrebbe però seguire la ripresa della normale attività amministrativa e finanziaria (al netto di una necessaria “spending review” da attuare).

All’opposto, nel caso in cui il Comune non fosse in grado di rispettare il piano le conseguenze sarebbero più gravose e riguarderebbero un arco di tempo più lungo che non i 18 mesi ipotizzati prima: “Nel caso in cui non dovessimo rispettare il piano – riprende Moreno – l’unica altra opzione sarebbe mettere in atto quello che il Testo Unico chiama ‘Piano di riequilibrio pluriennale’ (di durata decennale) ma che tutti conoscono come pre-dissesto. In questo caso potremo agire anche sulle entrate correnti e potremo retroattivamente modificare le aliquote che l’attuale Legge Finanziaria sta bloccando (la normativa quest’anno impedisce a tutti gli Enti Pubblici che non siano in pre-dissesto di variare le aliquote Imu, Tasi, introdurre nuove imposte, fare variazioni alle addizionali Irpef). Essere in pre-dissesto ci obbligherebbe anche ad una revisione della spesa. Il vantaggio è che anziché essere spalmato su un anno e mezzo (fino a fine 2018 come detto) il debito sarebbe spalmato su dieci anni. E potremmo agire sull’entrata e sulla spesa che dovrebbe essere necessariamente razionalizzata. razionalizzazione della spesa)”.

Ma non finisce qui: “L’amministrazione dovrebbe fare poi anche una revisione strutturale dell’Ente: quindi verificare esattamente le spese del Comune nei vari settori e appurare se queste spese sono corrette; rivedere la pianta organica del personale. Ma avremmo anche dei limiti: non potremmo assumere, ad esempio, e dovremo fare una revisione delle contribuzioni”.

“Nel caso in cui il Comune di Borghetto dovesse ritrovarsi in pre-dissesto, l’Ente ed i funzionari dovranno fare una oculata revisione della spesa: la norma, infatti, prevede che possano essere impegnate solo quelle risorse collegate ad un contratto, ad obblighi convenzionali o obbligatorie (come ad esempio l’inserimento di anziani o minori in struttura). Insomma, saranno mantenuti solo i servizi essenziali per il funzionamento per l’Ente. Il resto sarà considerato un surplus. Ma con un piano pluriennale tutelare i servizi sarebbe più facile. Certo, non potremmo mantenerli tutti al livello attuale o con le agevolazioni di oggi ma non verrebbero eliminati”.

Un esempio pratico: “Prendiamo il campo solare: in caso di pre-dissesto potremmo decidere di chiedere al privato un contributo pari non al 30 per cento come accade ora ma, magari, pari all’80 per cento del totale. Oppure riusciremo a farlo non per 50 bambini ma per 35 bambini”.

Il piano, per fortuna, non sarebbe vincolante: “Nel momento in cui ci fossero miglioramenti del quadro economico, entrate impreviste, maggiori economie, queste andranno tutte in prima istanza a ripianare il debito. Insomma, non potremmo spenderle in altro modo. Ma se la situazione dovesse migliorare prima, il piano di rientro sarebbe chiuso anticipatamente”.

Le opzioni per cercare di contenere lo squilibrio sono diverse: “Stiamo valutando la possibilità di estinguere anticipatamente i mutui usando i realizzi da investimento. Fino a marzo 2018 i Comuni possono chiedere allo Stato un contributo sulle penali per l’estinzione anticipata dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, che sono molto alte. Lo Stato concede contributi agli Enti che dimostrano di poter estinguere questi mutui in anticipo. Noi stiamo cercando di capire se ci sono beni alienabili dai quali ricavare risorse per estinguere i mutui”.

Due opzioni, dunque, una diametralmente opposta all’altra. E’ bene fare una precisazione: rispettare o meno il piano di rientro triennale Santonstaso-Triolo non è una decisione che l’amministrazione Canepa potrà prendere in autonomia in base a ragioni di convenienza od opportunità ma sarà una scelta obbligata: “E’ per questo che stiamo lavorando con attenzione ad ogni aspetto del bilancio – conferma Moreno – In questa fase stiamo ricostruendo un ‘anno tipo’ del Comune, cioè stiamo simulando i conti dell’Ente eliminando entrate ed uscite straordinarie. Il Comune perfetto, che non esiste, ogni anno dovrebbe chiudere il bilancio a zero, cioè spendendo tanto quanto incamera. a zero. A dirci se saremo in grado di rispettare il piano di rientro sarà questa analisi: se ci renderemo conto che ad oggi il Comune di Borghetto non è in equilibrio e dunque spende più di quanto incassa, allora la scelta sarà obbligata”.

Il lavoro di Moreno, degli uffici e dei consulenti è quasi terminato, come detto: “Abbiamo voluto verificare tutto. Abbiamo anche rivisto le modalità con cui il Comune accerta le entrate, per accertare se è tutto coerente coi principi contabili. Siamo quasi alla fine. Tra fine mese e inizio agosto avremo un risultato definitivo e sapremo quale sarà la nostra scelta obbligata”.

Commenti

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  1. Scritto da briant88

    Resta da chiarire un passaggio , il primo : come questo buco di bilancio sia comparso , così, all’improvviso dopo che era stato approvato un bilancio che non lasciava intuire quanto sarebbe successo.