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Lettere al direttore

Andora, la cittadina che osteggia lo sport della vela

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Mi riferisco ad Andora, ridente “cittadina di campagna” con vicino il mare dove al 17 luglio (e forse mai avverrà in questa estate) il Comune non ha ancora dato la possibilità di uscire con le derive autorizzando un semplice corridoio di lancio (ovvero boe di delimitazione) come ogni anno dalla spiaggia. Nulla a che vedere con le operazioni di dragaggio dentro al porto che non incidono con una spiaggetta esterna e neppure lavori di rinnovamento che non c’entrano nulla con quell’area.

Qui fare sport d’acqua come la vela (deriva) è osteggiato dal comune e chi più (come in questo caso,) chi meno da tutte le giunte che si sono succedute! Questa però eccelle per mettere ostacoli alla pratica della vela, probabilmente perché non porta soldoni come i barconi a motore che consumano gasolio quanto un assetato nel deserto con l’acqua.

Ma si sa, la vela inquina con quel “carburante” naturale, che è il vento, tempra caratteri forti propensi alla revolucion, bisogna fermarli questi “sovversivi”, turisti della vela secondo il pensiero della giunta attuale. Meglio la sagra del gnocco fritto forse.
Accorrete dunque e sgasate i portafogli con galloni di gasolio per alimentare i ferri da stiro (barconi a motore), ma tenete ben lontano le derive! E tutti si rimpallano le responsabilità e nessuno decide.

Chi ne paga le conseguenze? bambini, le loro famiglie ragazzi e giovani e meno giovani (come me) che vorrebbero praticare la vela e si trovano costretti a passare da rischiose uscite a vela dal porto. Si sa il rischio di restare senza vento e scarrocciare sulle barche ormeggiate o peggio in movimento è elevato.

Tutte le località vicine (San Bartolomeo, Laigueglia, Alassio, Albenga, Diano Marina, ecc) dispongono di tali servizi basici per consentire l’uscita alla vele (che anche Andora ha sempre avuto) e di aree per ospitare le derive e la scuola vela degne di questo nome. Qui abbiamo un surrogato di Mururoa dopo i test atomici o scenario post bellico come area dove ospitare le derive, insomma una sorta di no man’s land dove aggirarsi fra draghe, erbacce alte ecc.

Ad Andora si fa di tutto per tenere lontano lo sport. Meglio per loro litigare sulle piccolezze fra partigiani di una e dell’altra parte, a tutto detrimento di ciò è giusto fare per la città… e questa sarà città dello sport 2018??! Con ottime premesse.

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