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Al NuovoFilmStudio di Savona “Parigi può attendere” (“Paris can wait”)

Una deliziosa commedia diretta dall'ottantenne Eleanor Coppola

Savona. Nuove proiezioni al NuovoFilmStudio: la pellicola “Parigi può attendere” (“Paris can wait”) di Eleanor Coppola, con Diane Lane, Alec Baldwin e Arnaud Viard (USA 2016, 92′) sarà “di scena” sabato 8 luglio (17.00 – 21.15), domenica 9 luglio (17.00 – 21.15) e lunedì 10 luglio (17.00 – 21.15).

Anne è a una svolta nella propria vita. Sposata da tempo con un produttore cinematografico di successo che la trascura, la donna si ritrova a fare un viaggio in auto da Cannes a Parigi con un socio del marito. Ma il viaggio di sette ore si trasforma in un’avventura di due giorni costellata da imprevisti. Tra buon cibo, vino, humor, saggezza e romanticismo, i sensi di Anne si risveglieranno dandole una nuova voglia di vivere…

“Parigi può attendere” è una deliziosa commedia diretta dall’ottantenne Eleanor Coppola, moglie di Francis Ford e mamma di Sofia. Gli ingredienti sono semplici, ma stavolta quello che conta sta fuori dello schermo. Nei nomi, nei cognomi, nei riferimenti, per nulla casuali, alla realtà di una coppia famosa. Quella formata dal regista Francis Ford e dalla moglie Eleanor che, per raccontare una vicenda basata su riferimenti autobiografici, ha deciso di esordire dietro la macchina da presa con il suo primo film di finzione.

A Diane Lane, che è stata musa e icona del cinema anni Ottanta, in particolare proprio sotto la direzione di Coppola (“I ragazzi della 56ma strada”, “Rusty il selvaggio”, “Cotton Club”), tocca la parte del leone. Lane mette a disposizione dell’autrice il suo fascino elegante da signora arguta: Anne è un personaggio femminile concreto e sfumato che si risolve intorno al sorriso radioso della sua interprete, mentre guarda in macchina e addenta un cioccolatino con una consapevolezza senza filtri di se stessa, del proprio essere nel mondo e dei propri desideri.

Arnaud Viard, vecchio cuore impenitente, resta a distanza, Alec Baldwin, coniuge autoreferenziale, fuori campo. “Parigi può attendere” guarda con nostalgia al passato e incoraggia ad affrontare il futuro con una nuova energia. L’emotività e l’esperienza personale influenzano una storia che strizza l’occhio all’opera europea di Woody Allen, con un tocco femminile nostalgico e raffinato. Eleanor sceglie legittimamente di debuttare a 80 anni: peccato non abbia osato farlo prima.

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