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Al NuovoFilmStudio proiezione de “Le cose che verranno” di Mia Hansen-Løve

Premiato con l'Orso d'Argento per la Miglior Regia al Festival di Berlino 2016

Savona. Al NuovoFilmStudio sarà proiettato il film “Le cose che verranno (L’avenir)” di Mia Hansen-Løve, con Isabelle Huppert, André Marcon, Roman Kolinka, Edith Scob (Francia 2016, 100′), questa sera martedì 4 luglio (17 – 21.15) e mercoledì 5 luglio (21.15).

Orso d’Argento per la Miglior Regia a Mia Hansen-Løve al Festival di Berlino 2016, il film narra di Nathalie, insegnante di filosofia in un liceo di Parigi, che ama il suo lavoro. Nel tempo ha convertito l’idealismo giovanile “nell’ambizione più modesta di insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste”. Le sue giornate passano serenamente finché suo marito non le confessa di volerla lasciare per un’altra donna. Con il pragmatismo che la contraddistingue, la complicità intellettuale di un ex studente e la compagnia di un gatto nero, Nathalie deve ora reinventarsi una vita e confrontarsi con un’inaspettata libertà.

A trentacinque anni e nello spazio di cinque film, Mia Hansen-Løve s’impone come uno dei talenti più luminosi del cinema francese. La regista, a dispetto della sua età, ha dimostrato nella sua breve filmografia di saper raccontare il tempo che passa. L’ha fatto concentrandosi sui cambiamenti della giovane età, più naturali e ovvi, ma con “Le cose che verranno” si avvicina a un personaggio più maturo e consapevole di sé. Lo fa con altrettanta sicurezza e sensibilità, tratteggiando la personalità di una donna sulla sessantina profonda e sfaccettata.

Evitando facili scorciatoie narrative e soluzioni scontate, Hansen-Løve mette in scena la lenta ricostruzione dell’identità di Nathalie, che accetta con serenità le sfide di un’esistenza intellettualmente onesta, i limiti di ogni essere umano, fragile e al tempo stesso resistente alle intemperie. Nei panni della protagonista, la sempre splendida Isabelle Huppert si muove con la naturalezza che la rende una delle migliori attrici della scena internazionale, fragile e brusca, esile e forte.

Ma se l’attrice è capace di restituire la realtà quotidiana di una vita che si modifica davanti ai suoi occhi, è la messa in scena della regista a saper trovare quella credibilità e quella semplicità che sanno rendere autentico questo mélo senza melodramma, dove la forza della verità vince su tutto.

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