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Aggressioni ai vigili urbani, la Uil-Fpl ai sindaci: “Garantire più sicurezza agli agenti”

Il sindacato: "Servono nuove misure per le nuove funzioni di sicurezza: gli agenti devono girare almeno in coppia"

Savona. “Sempre di più gli agenti della polizia locale sono coinvolti in operazioni di contrasto alla microcriminalità per la tutela della sicurezza urbana, purtroppo senza quelle cautele e garanzie che invece sono riconosciute alle altre forze di polizia inserite nella legge n.121/81 tipiche delle forze di polizia che svolgono ordine pubblico e pubblica sicurezza”. Lo afferma il Coordinamento Area Polizia Locale della Uil-Fpl del ponente ligure, che torna all’attacco sulle condizioni lavorative degli agenti delle polizie municipali impegnati nei presidi e nel controllo del territorio.

Il riferimento è rivolto ai fatti di Albenga, con due vigili urbani aggrediti e rimasti feriti, ma non solo: “Sempre di più le amministrazioni nei propri programmi elettorali inseriscono tra i primi punti il rafforzamento della sicurezza urbana, condivisibile sicuramente in senso assoluto. Questo però, a volte a scapito della sicurezza degli operatori di polizia locale che vengono obbligati a svolgere controlli in servizio isolato. Occorre chiedersi se si tratta solo di generare nei cittadini solo una mera “sensazione di sicurezza” oppure di farla davvero, con attività di prevenzione, dissuasione, e quando serve anche di repressione, sempre nei limiti di legge. Ecco che far girare da solo, il “vigile di quartiere” forse genera nel cittadino solo una sensazione di sicurezza, al contrario se fosse svolto in un servizio accoppiato darebbe una maggior incisività dal più piccolo al più delicato intervento” spiega ancora il sindacato.

“La Uil-Fpl del Ponente Ligure vuole innanzitutto esprimere un messaggio di solidarietà e vicinanza al lavoratore, della polizia locale di Albenga che pochi giorni fa è stato vittima dell’ ennesima aggressione, durante il proprio orario di servizio. Questo episodio evidenzia la situazione delle condizioni a cui i lavoratori della Polizia Locale quotidianamente sono esposti. Ormai da un semplice intervento di servizio istituzionale, può nascere una discussione che degenera in un aggressione. Quanto accaduto pochi giorni fa non è più limitato ad episodi dovuti alla stagionalità-festività, ma bensì alla quotidianità”.

“Il personale della polizia locale deve operare in servizio accoppiato, in special modo quando si tratta di servizi di prossimità e di pronto intervento, spesso coinvolti a prevenire e sanzionare casi che comportano una conflittualità potenzialmente elevata. Questo non significa che il personale non possa coprire più quartieri, perché a fronte di una buona organizzazione, una pattuglia di prossimità può controllare maggiormente in sicurezza e quindi per la cittadinanza anche due o più quartieri-rioni. A maggior ragione quando il personale deve lavorare in zone del territorio non completamente coperte dal segnale radio, in quel caso il personale si troverebbe isolato ed impossibilitato a richiedere supporto e rinforzi” sottolinea ancora la Uil-Fpl.

“I fatti di cronaca nazionale e purtroppo i casi di terrorismo che viviamo in questo periodo storico, espongono ancora di più tutti gli operatori di polizia, senza esclusione alcuna per gli agenti di polizia locale, che sempre di più vengono chiamati a intervenire su casi che comportano attività di polizia giudiziaria e non solo per il canonico intervento di viabilità, cui la collettività riconduce la attività tipica della polizia locale. I tempi sono cambiati, le richieste sono cambiate e le risposte del personale si sono adattate ai tempi. Avere un collega accanto pronto in caso di necessità a venire in soccorso o anche semplicemente a testimoniare l’accaduto è fondamentale, sia a tutela del collega, ma anche a tutela del cittadino. Rappresenta una forma di maggior garanzia per la cittadinanza avere come interlocutori due persone”.

E la Uil-Fpl aggiunge: “Inoltre in una logica di razionalizzazione dell’organizzazione del personale si riduce drasticamente la possibilità per gli operatori di incorrere in aggressioni e quindi di rimanere assenti dal lavoro per infortuni e malattie”. Il sindacato invita i sindaci, dove già non lo abbiano indicato, a dare disposizioni affinché tutti gli agenti di polizia locale lavorino in servizio accoppiato con colleghi che abbiano pari funzioni istituzionali, al fine di garantire maggior sicurezza per tutti gli operatori.

“Quanto chiediamo avviene già in moltissime città in conseguenza del cambiamento in atto della società, cambiamento che è documentato dai sempre più frequenti casi di aggressione subita da operatori di polizia locale, come descritto nelle pagine di cronaca, ma soprattutto dall’evidente incremento dei reati contro il patrimonio e la persona”.

“La sicurezza dei cittadini, parte dalla sicurezza dei lavoratori che devono lavorare nell’interesse della cittadinanza” conclude la Uil-Fpl.

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