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Terzo incendio alla Sarr di Cisano, Morchio: “Obbligare l’azienda a mettersi in sicurezza, che sia l’ultima volta” fotogallery

La proposta del consigliere comunale: "Tavolo tecnico con Asl, Arpal ed esperti, serve soluzione definitiva"

Cisano Sul Neva. “Dopo il terzo incendio in meno di tre anni sviluppatosi ieri alla Sarr in frazione Cenesi e che fortunatamente per la bravura e la prontezza di Vigili del Fuoco e dei volontari della squadra antincendio boschivo del comune è stato in poco tempo domato con successo, serve ‘obbligare’ l’azienda a dotarsi di tutti gli strumenti più stringenti possibili rispetto agli standard minimi di legge previsti a prescindere da autorizzazioni e permessi rilasciati da chi preposto. L’obiettivo deve essere portarla ad operare al 101% delle condizioni di sicurezza, se l’attività in loco deve e può continuare come se mai nulla fosse capitato dall’estate di tre anni fa ad ieri”.

Così Agostino Morchio, consigliere comunale di Facciamo Cisano, commenta l’incendio divampato ieri mattina intorno alle 11.30 all’interno del deposito di stoccaggio rifiuti Sarr a Cenesi, nel comune di Cisano sul Neva. Un rogo che ha impegnato cinque squadre dei vigili del fuoco e che, per fortuna, questa volta non ha creato particolari criticità dal punto di vista ambientale. Un episodio che segue quello del febbraio scorso (leggi qui) e quello di tre anni fa (leggi qui) quando a bruciare era stato l’intero capannone.

“Voglio innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alle operazioni di spegnimento ed evitato così che le fiamme si propagassero nei dintorni – afferma Morchio – Sono fiducioso che l’amministrazione non lascerà nulla di intentato perché la sicurezza e la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente sono priorità assoluta come già ben dichiarato dal sindaco senza indugi ad incendio appena spento. Per dare un forte e concreto segnale di condivisone su una battaglia comune di politica e cittadini ritengo può essere utile la creazione di un ‘tavolo tecnico’ aperto alla partecipazione di esperti, professionisti, membri di organismi di controllo quale esempio Asl e Arpal, esponenti dei vigili del fuoco, associazionismo ambientale ed abitanti”.

Tra i residenti di Cisano, infatti, sono ancora ben vive le paure vissute lo scorso febbraio, quando per giorni interi fu necessario tenere le finestre chiuse a causa del forte inquinamento dell’aria causato dall’incendio. “Si può pensare anche di fare una delegazione, cittadini ed amministratori, e chiedere un incontro al Prefetto – suggerisce ancora Morchio – Naturalmente si tratta solo di semplici ipotesi mie personali e ben più opportuno e logico sarebbe tuttavia aprire una discussione in un incontro pubblico dove ragionare e definire di concerto cittadinanza e politica locale la strategia migliore. Rispondendo a richieste e sollecitazioni di amici ed abitanti ho intanto intenzione di affiancarli nella raccolta firme ‘SARR? NO Grazie!’: dopo settembre 2014, febbraio 2017 e giugno 2017 personalmente ritengo non ci debba essere un’altra volta. E’ in quest’ottica che bisogna assolutamente individuare senza se e senza ma la soluzione definitiva per risolvere una problematica non più rimandabile”.

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