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Santa Corona, 30 anni di attività e successi per la Rianimazione: ogni anni cura 500 pazienti foto

Il primario Giorgio Barabino spiega: "E’ il reparto di tutti gli ospedali dove ci sono più problematiche dal punto di vista emotivo"

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Pietra Ligure. “La gente potrebbe pensare che lavorare in rianimazione sia semplice perché significa stare con pazienti che ‘tanto dormono perché sono in coma’, ma non è così. E’ il reparto di tutti gli ospedali dove ci sono più problematiche dal punto di vista emotivo perché, dietro al paziente che dorme, ci sono i parenti e gli amici con cui noi viviamo ogni ora per giorni e settimane. Quindi grazie al mio personale per il lavoro che fa da anni”. Così il primario di Rianimazione dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure Giorgio Barabino, ieri sera, in occasione della consegna dell’attestato di benemerenza per i trent’anni di attività del reparto, ha descritto la realtà che quotidianamente lui e il suo staff affrontano.

festa piazza pietra ligure

Il termine rianimazione è spesso legato ad immagini drammatiche di situazioni talmente gravi da portare l’opinione pubblica a credere che, entrare in un reparto di questo tipo, voglia dire non avere più speranza di sopravvivenza o avere un aspettativa di vita breve e mediocre. Questo concetto in realtà è stato superato nel corso degli anni da un’evoluzione continua e miglioramenti progressivi sostanziali delle cure prestate in grado di garantire, sempre più spesso, il buon esito del paziente ricoverato. Successi crescenti ottenuti grazie a una complessa rete a sostegno del paziente alla base della quale c’è da un lato la continua evoluzione delle tecniche diagnostiche e terapeutiche a disposizione dei curanti, e dall’altro il fattore uomo con l’esperienza e la professionalità dei medici ed infermieri che operano in ambito intensivo e il supporto di tutte le figure specialistiche necessarie, e il fattore organizzazione con percorsi diagnostico assistenziali in grado di garantire al paziente gli accertamenti necessari e la cura più adatta in tempi brevi. Ed è proprio in quest’ottica che lavora, con un’esperienza consolidata trentennale, la Struttura Rianimazione dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure diretta dal dottor Barabino che è affiancato dal Coordinatore Infermieristico Marco Rembado.

“La Rianimazione di Pietra Ligure è una Struttura di ricovero intensivo polivalente, in grado di fornire assistenza a pazienti con patologie critiche di qualunque origine con particolare riferimento alle patologie di origine neurochirurgica e traumatica, per le quali la Rianimazione di Pietra, sede di Dea di II° livello e Trauma Center, è centro di riferimento per tutto il ponente ligure” spigano dallo staff del reparto pietrese.

I pazienti ricoverati ogni anno nella Rianimazione del Santa Corona sono circa 500, con punte anche di 50 pazienti al mese nel periodo estivo. A questi vanno aggiunti oltre 300 pazienti che l’equipe medica della rianimazione segue in maniera continua nelle diverse strutture di ricovero dell’ospedale. Un alta percentuale di pazienti ricoverati proviene dal Pronto Soccorso (oltre il 50%), a conferma di come il Santa Corona di Pietra Ligure sia centro di riferimento per la centralizzazione del paziente traumatizzato e neurochirurgico, come dimostra il numero costante di trasferimenti dagli ospedali di tutto il ponente ligure e le diverse Terapie Intensive del territorio regionale.

Il restante 40% degli accessi in Rianimazione riguarda per il 25% pazienti provenienti da reparti chirurgici, a seguito di interventi di un’ampia gamma di specialità che spazia dalla tradizionale chirurgia generale, alla chirurgia toracica, urologica, vascolare, ortopedica e neurochirurgica. Il rimanente 15% malati provenienti da reparti non chirurgici con problematiche internisti.

I dati emersi dall’analisi delle cartelle cliniche e dal controllo a distanza a sei mesi dei pazienti, indicano che otto su dieci dei pazienti sono dimessi dalla Rianimazione in buone o discrete condizioni, con spesso un recupero completo o comunque soddisfacente delle funzioni che risultavano compromesse all’ingresso in reparto. I dati relativi ai pazienti con trauma cranico grave, una delle patologie più complesse da trattare, spesso seguita da esiti invalidanti per il paziente, dimostrano che il 62% dei soggetti ha avuto una ripresa completa e il 15% una disabilità moderata, ma cosa ancor più importante con una qualità di vita considerata dai pazienti e famigliari soddisfacente nella maggior parte dei casi.

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