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Processo per l’inchiesta “oratori”: confermata in appello l’assoluzione per tutti gli imputati

Parroci e un presidente Anspi erano stati accusati di aver utilizzato indebitamente dei finanziamenti regionali

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Savona. Sentenza confermata. Non c’è stato nessun colpo di scena nel processo d’appello per la vicenda del presunto utilizzo indebito dei finanziamenti regionali mirati ad incentivare l’attività negli oratori e nelle parrocchie. I giudici genovesi, questa mattina, hanno confermato la sentenza di assoluzione perché “il fatto non sussiste” che era stata pronunciata in primo grado nel maggio del 2016.

Sono quindi stati assolti Don Natale Polegato, Don Alessandro Capaldi e Don Giulio Grosso. Il tribunale di Savona, in primo grado, aveva assolto anche Don Giovanni Ghilardi e Don Antonio Giusto che però, nel frattempo, sono scomparsi entrambi (il primo nel settembre del 2016 all’età di 80 anni, il secondo nell’aprile scorso a 94 anni). Non era invece imputata nel processo d’appello, perché la sua assoluzione non era stata impugnata, Olga Bonifacino, che era finita a giudizio come presidente e legale rappresentante del circolo Anspi di Stella Santa Giustina.

Il caso, ribattezzato “l’inchiesta degli oratori”, intorno al quale ruotava il processo era esploso nel nel 2011 dopo che Don Giovanni Lupino aveva presentato un esposto in Procura a Savona sollevando dubbi sulla regolarità dell’utilizzo dei finanziamenti erogati dalla Regione.

Le indagini dei magistrati avevano portato il sostituto Cristiana Buttiglione a chiedere il rinvio a giudizio di undici persone tra parroci e presidenti di circoli. Richiesta che il giudice Giorgi aveva accolto soltanto per i sei imputati che erano poi finiti a giudizio in primo grado: Olga Bonifacino, appunto come presidente e legale rappresentante del circolo Anspi di Stella Santa Giustina, Don Natale Polegato, come parroco della chiesa dei SS. Martiri di Piana Crixia, Don Giovanni Ghilardi, come parroco della chiesa San Pietro e Paolo della frazione Voze (Noli), Don Alessandro Capaldi, come parroco Nostra Signora della Neve di via Saredo, Don Giulio Grosso, come parroco di Sant’Ambrogio Varazze, Don Antonio Giusto, come parroco Santa Maria dell’assunta di Celle Ligure. Altri tre imputati erano invece stati assolti in udienza preliminare “perché il fatto non sussiste”, mentre per altri due era stata pronunciata una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione del reato.

L’accusa contestata agli imputati era di malversazione ai danni dello Stato perché, secondo la Procura, non avrebbero utilizzato (o non lo avrebbero fatto correttamente) i finanziamenti previsti dalla legge regionale numero 6 del 2009. Una norma che prevedeva l’erogazione di finanziamenti diretti a favorire l’attività di oratorio (“promozione delle politiche per minori e i giovani” e “valorizzazione e funzione degli oratori”).

Contestazioni che erano appunto cadute anche alla luce delle prove documentali depositate dai difensori degli imputati, gli avvocati Incorvaia, Corso, Somà, Altamura e Roseo. I legali hanno accolto con soddisfazione la seconda assoluzione.

Don Capaldi doveva rispondere dell’accusa di aver incassato 51800 euro per alcuni lavori mai iniziati e di aver investito parte di quel denaro (in data 18 dicembre 2008) in un fondo obbligazionario collegato al deposito titoli a lui intestato; Don Grosso secondo la Procura aveva investito i 37300 euro della Regione in lavori che non risultano destinati alle finalità previste. A Don Poligato (prosciolto per alcune delle accuse contestate relative alla parrocchia di Dego) veniva invcee contestato di aver percepito un contributo da 30 mila euro per la parrocchia di Piana Crixia per lavori mai iniziati.

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