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Maxi inchiesta su tangenti e favori: chiesto il rinvio a giudizio per Santonastaso e altri 24

Dei 27 indagati originari due dovrebbero patteggiare, attesa per la fissazione dell'udienza preliminare

Savona. Sono venticinque le richieste di rinvio a giudizio formalizzate dal sostituto procuratore Chiara Venturi nell’ambito dell’inchiesta della squadra mobile di Savona sul presunto sistema di “favori” in cambio di vantaggi economici che ha coinvolto i due funzionari della Prefettura (che erano finiti in manette nel febbraio scorso) Andrea Santonastaso e Carlo Della Vecchia, ma anche l’ispettore di polizia Roberto Tesio.

Nei giorni scorsi, dopo che nell’aprile aveva firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, il pm ha quindi depositato la richiesta di rinvio a giudizio nella quale due posizioni, quella di Aadel Salah (accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e corruzione) e di Monica Bibbiano (accusata di aver sposato un cittadino straniero in maniera fittizia per fargli ottenere un permesso di soggiorno), sono state stralciate. Entrambi, infatti, hanno chiesto di patteggiare e i loro legali (gli avvocati Antonino Ardagna e Luca Siccardi) hanno già raggiunto un accordo di massima sull’entità della pena. Inoltre il sostituto Chiara Venturi ha allungato la lista delle accuse per Santonastaso contestandogli un altro episodio di peculato e un abuso d’ufficio.

Le venticinque persone indagate che (per ora) non hanno chiesto di accedere ad un rito alternativo adesso dovranno attendere la fissazione dell’udienza preliminare da parte del gip.

Santonastaso, che è accusato di corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, si è sempre difeso spiegando di non aver mai intascato soldi, ma di essersi limitato a fare dei favori ad alcuni conoscenti. Il funzionario aveva spiegato agli inquirenti che si trattava appunto di favori che faceva a diverse persone, ma senza avere nessun “ritorno” o comunque guadagno e soprattutto senza sapere che qualcuno ricevesse utilità.

In sostanza il viceprefetto ha sempre negato di essere a conoscenza del fatto che in cambio del buon esito di una pratica qualcuno potesse ricevere “regali” o soldi. E’ accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché avrebbe dato precisi consigli ed indicazioni ad un cittadino straniero che doveva essere espulso su come sottrarsi ai controlli di polizia e continuare a lavorare in nero, ma anche di sei episodi di corruzione.

Insieme a lui, sono stati indagati anche un secondo funzionario della Prefettura, Carlo Della Vecchia, il poliziotto Roberto Tesio, il marocchino Aadel Salah, l’albanese Antonjel Dibra e l’italiana Graziella Di Salvo. Secondo la tesi degli inquirenti, i pubblici ufficiali abusavano infatti delle loro funzioni per per ottenere vantaggi economici in cambio di alcuni “favori”.

Oltre a loro sono finite nei guai tutte le persone (19 in tutto) ritenute “corruttori” perché avrebbero beneficiato dei favori concessi dai pubblici ufficiali in cambio di “regali”. Tra di loro ci sono sia stranieri che commercianti e liberi professionisti, oltre che il sindaco di Magliolo Enrico Lanfranco, in qualità di responsabile di una cooperativa che lavora in un’azienda del territorio, avrebbe cercato di favorire alcune proposte di assunzioni.

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