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Investimento di corso Svizzera, il fratello dell’investitore lo scagiona: “Non c’entra, guidavo io”

L'uomo che si era costituito non sarebbe il vero responsabile: avrebbe confessato per scagionare il fratello che guidava senza patente

Savona. Si sarebbe preso la colpa di aver investito Emilia Ponzanelli per “coprire” il fratello che guidava lo scooter senza patente. E’ questo il colpo di scena emerso nelle ultime ore sul drammatico incidente avvenuto mercoledì sera in corso Svizzera a Savona e costato la vita alla settantottenne di Quiliano. In un primo momento l’investitore era fuggito, salvo poi presentarsi circa mezzora dopo dai vigili, ancora impegnati nei rilievi, per assumersi la responsabilità di quanto successo.

Il caso sembrava chiuso e invece le indagini dei vigili e della squadra mobile della polizia, che hanno anche visionato i filmati di diverse telecamere della zona, hanno iniziato a sollevare dubbi sulla confessione del presunto responsabile, Francesco Fotia. E questa mattina è arrivata la conferma dei sospetti degli inquirenti: Donato Fotia, fratello dell’uomo che aveva confessato di aver investito Emilia Ponzanelli, si è presentato con il suo avvocato nell’ufficio del sostituto procuratore Chiara Venturi ed ha ammesso di essere il vero responsabile.

“Ero senza patente e non sapevo cosa fare. Ero disperato” ha raccontato disperato al pm. Per questo motivo Donato Fotia dopo aver urtato l’anziana che attraversava fuori dalle strisce pedonali sarebbe scappato e avrebbe abbadonato la moto e il casco in piazzale Amburgo per continuare la fuga a piedi verso via Nizza. A quel punto avrebbe telefonato al fratello Pietro per chiedergli aiuto ed avrebbe aspettato che lui lo andasse a prendere in auto. In quel momento i fratelli Fotia avrebbero pensato alla messa in scena per “salvare” Donato: far entrare in scena il terzo fratello, Francesco appunto. Donato avrebbe dato la sua maglietta a Francesco che, accompagnato da Pietro, è tornato in corso Svizzera dove, com’è noto, ha confessato ai vigili di aver investito la donna e di essere scappato perché preso dal panico.

Adesso la confessione di Donato Fotia sarà verificata dagli inquirenti, ma sembra che il racconto sia ritenuto credibile (e avrebbe trovato anche il supporto dei filmati delle telecamere di videosorveglianza). Per ora sia Francesco che Donato Fotia sono indagati per omicidio stradale e omissione di soccorso, ma se il racconto del secondo venisse confermato allora la posizione del primo verrebbe archiviata. Nei confronti di Pietro e Francesco potrebbe però essere formalizzata un’accusa di favoreggiamento personale per aver cercato di scagionare il responsabile dell’investimento.

Sempre questa mattina, su disposizione del pm Venturi, è stata anche eseguita l’autopsia sull’anziana che dovrà stabilire l’esatta causa della morte (la donna nell’impatto si era procurata un grave trauma cranico, ma dopo l’investimento era anche andata in arresto cardiaco).

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