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Coldiretti chiede sostegno ai sindaci: “L’accordo CETA penalizzerà le eccellenze della Liguria”

L'associazione scrive ai 235 comuni liguri e chiede l'aiuto dei parlamentari: proposta anche una delibera per difendere le due DOP e le tre IGP regionali

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Coldiretti Liguria invita pubblicamente i sindaci e i comuni della Liguria a schierarsi contro il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo economico e commerciale globale tra Unione Europea e Canada che, se verrà ratificato, produrrà delle ripercussioni negative sul mondo agricolo Italiano. L’accordo, non solo rischia di compromettere il valore aggiunto di buona parte delle produzioni a denominazione legate al territorio italiano, comprese quelle liguri, ma permetterà anche l’invasione di grano duro trattato con glifosato e l’entrata di ingenti quantitativi di carne a dazio zero.

“Il Ceta non riconosce nessuna delle DOP e delle IGP liguri – Commenta il direttore della Coldiretti Enzo Pagliano – che rischiano così di finire nel gioco commerciale delle imitazioni e dei falsi prodotti Made in Italy. Tra questi l’olio extravergine Riviera ligure e il conosciutissimo basilico Genovese. Nei primi mesi del 2017- continua Pagliano – l’export dei prodotti agricoli liguri ha visto un incremento del +22%( dati Unioncamere), dobbiamo quindi investire per tutelare le nostre produzioni di eccellenza. Senza dimenticare – conclude Pagliano – che l’accordo comporta l’annullamento di tutte quelle barriere che abbiamo voluto per evitare che sulle nostre tavole arrivino prodotti meno controllati rispetto a quelli italiani.

“Chiediamo a tutti i comuni liguri, che rappresentano il legame più forte con le comunità locali e con l’agricoltura – commenta Gerolamo Calleri, presidente Coldiretti Liguria – di affiancare Coldiretti in questa battaglia, al fine di riaprire un dibattito democratico dal basso ed evitare che tutte le conquiste ottenute nel nostro paese a tutela della qualità e della sicurezza alimentare non vengano vanificate, assecondando soltanto gli interessi delle multinazionali”.

Il 15 febbraio 2017 il Parlamento europeo ha dato il proprio consenso alla conclusione del Ceta che si pone come obiettivi fondamentali: procedere alla progressiva liberalizzazione degli scambi assicurando alle merci dell’altra parte il trattamento disposto a livello nazionale; avviare un’attività di riduzione o soppressione reciproca dei dazi doganali sulle merci originarie dell’altra parte; assicurare l’astensione dall’adozione o dal mantenimento in vigore di divieti o restrizioni all’importazione merci dell’altra parte, o all’esportazione alla vendita per l’esportazione di merci destinate al territorio dell’altra parte.

In realtà a fronte dei presunti benefici attesi, il Ceta introduce sostanzialmente un meccanismo di acritica deregolamentazione degli scambi e degli investimenti, che non giova alla causa del libero commercio e pregiudica in modo significativo la qualità, la competitività e l’identità del sistema agricolo nazionale. Per tali ragioni Coldiretti è impegnata, con una coalizione di altri portatori di interesse, in un’azione tesa ad informare e sensibilizzare il Governo ed i Parlamentari italiani chiedendo loro di non votare a favore della ratifica dell’Accordo e di impedirne l’entrata in vigore in via provvisoria, nella direzione di ragioni di scambio improntate alla democrazia economica ed alla salvaguardia dei diritti dei consumatori e delle imprese.

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