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Borghetto 2017, Cagnino: “Maritano mi accusa sul bilancio? Chieda conto anche a Oliva e Parrinello”

L'ex assessore alle finanze che oggi appoggia il centro-destra respinge le accuse del candidato sindaco di "In Cammino"

Borghetto Santo Spirito. “Fino ad ora non ho mai rilasciato dichiarazioni pubbliche, e nemmeno avevo intenzione di farlo, senonché vengo mio malgrado attaccato dal candidato sindaco del centro-sinistra Maritano. E a questo punto allora credo sia venuto il tempo di fare chiarezza”.

Inizia così la nota con cui Gabriele Cagnino, ex assessore al bilancio e alle finanze ed ex presidente del consiglio comunale dell’amministrazione di Gianni Gandolfo, risponde alle frecciate lanciate nei giorni scorsi dal candidato sindaco di “In Cammino” Giancarlo Maritano.

Polemizzando con il candidato del centro-destra Giancarlo Canepa e parlando dei conti del Comune di Borghetto, Maritano aveva fatto riferimento anche a Cagnino definendolo il “non compianto assessore al bilancio dell’amministrazione Gandolfo”, in riferimento ad una gestione contabile ritenuta evidentemente discutibile.

Durante questa campagna elettorale Cagnino si è apertamente schierato a sostegno di Canepa e perciò, in evidente rottura con alcuni ex compagni di giunta, oggi l’ex assessore risponde alle dichiarazioni del medico aspirante sindaco affermando che “la lista Maritano è la prosecuzione della precedente amministrazione Gandolfo, ne è la riprova il fatto che sia presente nella lista l’ex vice sindaco Oliva e che sia sponsorizzata dal segretario del Pd Vigliercio e dal mio ex collega di giunta Parrinello (neo nominato nella segreteria provinciale del Pd). Trovo davvero ridicolo leggere articoli e post del candidato sindaco Maritano e della sua lista che, a seconda dell’interesse del momento, inneggino a false capacità dell’ex sindaco Gandolfo nel ridurre i debiti del Comune ed un momento dopo si scandalizzino con false affermazioni sul buco di bilancio additando il sottoscritto come unico colpevole”.

“Lo squilibrio di bilancio è stato sicuramente originato da un errore tecnico di cui sono ben a conoscenza sia l’ex sindaco Gandolfo sia l’ex vicesindaco Oliva, ma il problema di trovare una rapida soluzione per non arrivare al commissariamento e per non causare ripercussioni sulla nostra cittadina è stato quello di avere un sindaco inadeguato ed un vice sindaco che, pur avendone avuto la possibilità, non ha avuto il coraggio di dire basta a situazioni che ormai era divenute addirittura imbarazzanti”.

“Il candidato del centro-sinistra Maritano anziché concentrarsi ad accusare me, che non sono neppure candidato, dovrebbe preoccuparsi di farsi spiegare dall’ex assessore Parrinello, suo primo sostenitore e neo nominato nella segreteria provinciale del Partito Democratico, come sia riuscito a gestire in maniera così disastrosa il verde pubblico ed il servizio di spazzamento e raccolta rifiuti affidandone la gestione ad Ata e provocando un aumento della tassa rifiuti di oltre il 25 per cento oltre ai disservizi che sono sotto gli occhi di tutti. La mia colpa? Solo quella di essere stata una persona corretta e coerente nei confronti di un gruppo di persone di cui facevo parte, lo stesso gruppo che appena ne ha avuto interesse mi ha indicato come unica causa di ogni colpa, maltrattato e scaricato senza alcuna remora”.

“Io non mi sento un ‘volta faccia’, io a differenza di altri ho avuto l’umiltà di non ricandidarmi, ho sempre trattato con rispetto le persone con cui ho collaborato, ma purtroppo è evidente non mi sia stato riservato lo stesso trattamento. Mi accusano anche di non avere supportato la lista Maritano sindaco: direi che ci vuole tanta faccia tosta a pretenderlo ed una buona dose di coraggio a supportare e votare Maritano che afferma di essersi candidato per non lasciare Borghetto nelle mani di un tabaccaio o di un elettricista. Io ho imparato a chiedere scusa ai cittadini, a scegliere le persone per il loro valore, altri invece, hanno ancora qualcosa da imparare”, conclude Cagnino.

Commenti

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  1. Scritto da briant88

    Una volta chiarito che il buco di bilancio è un dato contabile misconosciuto per incapacità tecnica a redarre un bilancio , rimane il problema carico di zeri e col segno meno davanti alla prima cifra che necessita di un piano di rientro. Quello che gli apprendisti sindaci in campo ci devono spiegare è come intendono fare a rientrare senza incorrere in un commissariamento permanente. Il resto son panzane elettorali.