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In auto hanno una borsetta rubata, presi grazie al “trova iPhone”: chiesto il rito abbreviato

Nei guai erano finiti in tre, due donne e un uomo, ma loro accusano il quarto occupante della vettura che nel frattempo è stato identificato

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Ponente. Saranno giudicate con il rito abbreviato condizionato le tre persone arrestate nel maggio scorso a Loano dai carabinieri della Stazione di Ceriale con l’accusa di aver rubato una borsetta ed una giacca ad una cliente della discoteca “Blue Bay” di Pietra Ligure. Nei guai erano finiti un’italiana trentenne, D.S., una colombiana di 33 anni, Y.A.C., e un cittadino ecuadoriano di 32 anni, R.A.L., che erano stati rintracciati mentre viaggiavano in auto sull’Aurelia grazie all’applicazione “cerca” iPhone. Ad attivare il sistema per trovare il cellulare era stato un poliziotto fuori servizio che si trovava nella discoteca ed aveva aiutato la cliente quando si era accorta della sparizione della borsetta. Grazie alle indicazioni dell’applicazione l’agente aveva rintracciato la vettura dei presunti autori del furto ed erano intervenuti i carabinieri.

Quando l’auto sospetta era stata fermata uno degli occupanti era riuscito a scappare, mentre gli altri tre erano stati bloccati dai militari. Visto che la borsetta con l’iPhone era stata trovata nella vettura per i tre erano scattate le manette per furto. Nell’udienza di convalida gli imputati, che erano difesi dall’avvocato Gian Maria Gandolfo, si erano difesi negando di essere i responsabili del furto. Al giudice avevano spiegato di non sapere che il loro amico avesse messo la borsetta in auto respingendo le accuse. Per questo hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato condizionato all’audizione del loro amico, che nel frattempo è stato identificato (la sua deposizione sarà decisiva per confermare o smentire la versione dei tre imputati).

Anche il difensore dei tre aveva sottolineato come il comportamento dei suoi assistiti fosse stato corretto perché non erano scappati, ma si erano subito fermati all’alt.

Il giudice aveva convalidato gli arresti, ma aveva rimesso in libertà i tre imputati disponendo l’obbligo di firma per tre volte a settimana soltanto per la donna italiana. Prossima udienza a luglio.

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