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Stop ai “bananoni” trainati dalle moto d’acqua: ordinanza della capitaneria di porto di Loano

I gonfiabili dovranno essere trascinati da mezzi più grandi, che però sono molto costosi: servizio a rischio?

Loano. Niente più galleggianti trainati dalle moto d’acqua tra Loano e Andora. E’ questa una delle novità più rilevanti contenute nel “Regolamento di disciplina dell’uso dei natanti da diporto” varato lo scorso 11 aprile dalla capitaneria di porto di Loano.

Il comma numero 2 dell’articolo numero 33 relativo ai “Divieti e limiti” a proposito del “Traino di galleggianti gonfiabili” del nuovo documento stabilisce che da quest’anno “è vietato impiegare la moto d’acqua per esercitare l’attività di traino” di banana boat, piccoli gommoni e ciambelle gonfiabili. Una piccola rivoluzione che si colloca nel solco di quanto già previsto dalla capitaneria di porto di genova e che, di fatto, cambia completamente le regole per il traino di queste particolari imbarcazioni tanto apprezzate dai bagnanti.

Questa novità ha come obiettivo principale quello di garantire la sicurezza degli utenti dei gonfiabili. Se da un lato, infatti, le moto d’acqua sono i mezzi migliori per far provare il “brivido della velocità” a chi si trova a bordo di un gonfiabile, dall’altro i jet ski non sono il massimo per quanto riguarda la sicurezza in caso di incidente.

I gonfiabili, infatti, possono trasportare un numero variabile di persone che dipende dalle sue dimensioni e dalla sua forma. Le moto d’acqua, al contrario, possono trasportare al massimo tre persone. E il suddetto regolamento stabilisce che ogni uscita di un gonfiabile a traino siano presenti un conduttore e da “una persona esperta nel nuoto”.

A conti fatti, dunque, in caso di scoppio di un gonfiabile, la moto d’acqua potrebbe caricare a bordo soltanto una persona, lasciando inevitabilmente le altre in acqua e in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Che, tra l’altro, potrebbero impiegare anche diversi minuti prima di arrivare. I gonfiabili, infatti, devono obbligatoriamente navigare ad almeno 200 metri di distanza dalla costa. Perciò, in caso di incidente, gli occupanti di un banana boat o di una ciambella dovrebbero restare in mare in attesa dei soccorsi.

Vietando alle moto d’acqua di trainare i gonfiabili e, all’opposto, imponendo che a trascinarli sul pelo dell’acqua siano mezzi di dimensioni maggiori e in grado di recuperare tutte le persone trasportate in caso di esplosione del gonfiabile galleggiante, la capitaneria di porto di Loano intende rafforzare la sicurezza degli utenti di questi particolari imbarcazioni.

Pur condividendone l’obiettivo generale, non tutti hanno accolto positivamente questa novità. Come ad esempio Stefano Primon, 25enne imprenditore che con la sua società, la Jet Ski Service, è stato tra i primi a portare in Liguria il servizio di traino di gonfiabili ed il flyboard. Il tutto utilizzando le moto d’acqua. Il servizio veniva offerto non solo nel comune di Loano, ma anche in altre località rivierasche: Alassio, Pietra Ligure, Albenga, Varigotti.

Il nuovo regolamento potrebbe creare non poche difficoltà a Primon, il quale per sostituire le moto d’acqua in tempo per la stagione dovrebbe ordinare ed acquistare un mezzo apposito al costo di oltre 70 mila euro. Un investimento non da poco: “Ho fatto tanti sacrifici ed investito per migliorare l’offerta turistica spinto sempre dall’entusiasmo e dalla voglia di fare, non certo per fini economici. Oggi tutto quello che ho costruito in 10 anni rischia di essere cancellato da un comma su un foglio di carta. Ho proposto diverse soluzioni: comprendendo lo zelo dell’ordinanza, ma resto fiducioso nel buon senso delle autorità competenti nella speranza che insieme si possa trovare una soluzione che permetta più sicurezza (come richiesto) senza togliere ai turisti un servizio che piace e senza compromettere il mio futuro e quello di mio figlio”.

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