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“Psicosi” gabbiani in una scuola savonese, Enpa: “Assurda esagerazione”

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Savona. “Una totale e assurda esagerazione”. Così l’Enpa di Savona interviene sul caso della “psicosi” per un nido di gabbiani sul tetto della scuola infanzia di via Chiappino. Dopo averlo segnalato per presunti attacchi dei genitori alla Protezione Animali e prima ancora che i suoi volontari potessero controllare, l’addetta alla sicurezza dell’istituto ha preteso che intervenissero i vigili del fuoco a toglierlo, e che arrivassero subito perché lei alle 13 cessava il servizio. “Nel nido c’erano due piccoli di gabbiano ed uno, spaventato, è caduto a terra morendo poco dopo, mentre il secondo è stato consegnato dai pompieri ai volontari dell’Enpa” afferma l’associazione savonese.

“L’associazione ricorda che, a differenza del famoso film di Hitchcock, i gabbiani alle prese con la difesa del nido non attaccano mai direttamente uomini o bambini ma volteggiano minacciosamente attorno agli intrusi strillando; basta però alzare ed agitare le braccia per allontanarli; e basta pazientare un paio di settimane, quando giovani e genitori se ne voleranno via; la legge sulla caccia vieta inoltre il prelievo di qualsiasi piccolo uccello dal nido”.

“La presenza dei gabbiani in città, dovuta alla scarsità di pesce in mare per la pesca selvaggia e ad uno scorretto smaltimento dei rifiuti urbani, è un fenomeno in crescita e di difficile soluzione, anche perché i comuni ignorano le proposte già avanzate da anni dall’Enpa per contenerlo e ridurlo. Nel frattempo basterebbe conoscere i comportamenti animali per sdrammatizzare le situazioni e convivere con loro; un compito di corretta informazione, con lezioni di esperti ad alunni, insegnanti e mamme, che dovrebbero svolgere le scuole, invece di farsi venire crisi di nervi e distrarre i sempre pochi vigili del fuoco da vere urgenze. Scuole ed istituti pubblici, ma anche amministratori di condominio, dovrebbero inoltre controllare (Enpa lo chiede da tempo), da metà marzo ad aprile, tetti e balconi e, appena le uova di gabbiano vengono deposte nel nido, ottenere dalla Regione l’autorizzazione a farle prelevare, come sta già accadendo da diversi anni in Emilia Romagna”.

“Lo spaventatissimo e dolorante “pullo” di gabbiano superstite ora crescerà, fino alla prossima liberazione tra circa un mese, assieme a decine di altri “compagni”, caduti o sfrattati dal nido, a cura e spese dell’Enpa, associazione privata senza aiuti statali i cui volontari, pochi, stanchi e soli, sono alle prese con oltre 2.000 soccorsi annui di selvatici feriti o in difficoltà” conclude l’Enpa.

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