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In manette per la quarta volta in tre mesi per furto: il giudice non convalida l’arresto per mamma e figlio

I due ieri hanno preso di mira la Conad di Vadino: avevano già colpito a Savona, Alassio ed Andora

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Albenga. Arresto non convalidato. E’ il verdetto arrivato al termine del processo per direttissima nel quale erano a giudizio i due cittadini cubani, madre e figlio, Kenia Almaguer Reynaldo, 40 anni, e Luis Yadir Farga Reynaldo, di 20, che ieri pomeriggio erano finiti in manette per la quarta volta in tre mesi dopo il furto di due bottiglie di spumante alla Conad di Vadino (un Berlucchi Brut e un Ferrari Rosè), poi rivendute ad un commerciante ingauno.

Il giudice non ha convalidato l’arresto perché ha valutato che non sussistessero né i presupposti per contestare la flagranza né la quasi flagranza di reato: nel primo caso perché la refurtiva non è stata trovata addosso agli autori del furto (era già stata rivenduta) e nel secondo perché, come ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza del settembre 2016, l’inseguimento da parte dei carabinieri è iniziato sulla base delle indicazioni fornite dagli addetti del supermercato. Di conseguenza, in linea con quanto previsto dal codice, il giudice non ha accolto la richiesta di convalida degli arresti e non ha nemmeno applicato una misura cautelare (il pm aveva chiesto il carcere per entrambi). Anche la scelta di rimetterli in libertà è perfettamente in linea con quanto previsto dalla legge: essendo contestata l’accusa di furto semplice (che prevede una pena massima non superiore a tre anni) non era possibile applicare una misura autelare al di fuori delle ipotesi di arresto in flagranza.

Per questo, nonostante fossero già stati arrestati quattro volte, Kenia Almaguer Reynaldo e Luis Yadir Farga Reynaldo, sono tornati liberi. Adesso il fascicolo per il furto al Conad tornerà nelle mani del pm e seguirà l’iter “ordinario”. L’ultimo arresto di madre e figlio risale appunto a ieri pomeriggio quando sono entrati al supermercato ed hanno rubato le due bottiglie di spumante nascondendole in borsa. Un comportamento che non è sfuggito ai dipendenti del supermercato che avevano chiamato i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Albenga dandogli tutte le indicazioni utili per identificare i ladri. Effettivamente, dopo una ricerca di circa un’ora e mezza, madre e figlio, volti ben noti alle forze dell’ordine per i loro precedenti ed anche per un problema di tossicodipendenza, erano stati rintracciati tra i banchi del mercato settimanale tra via Dalmazia e viale Liguria. A quel punto, incastrati anche dalle immagini di video sorveglianza della Conad, i due erano stati arrestati, mentre il commerciante ingauno che aveva comprato le bottiglie di spumante era stato denunciato per “acquisto di cose di sospetta provenienza”.

I carabinieri di Albenga, tra l’altro, hanno contestato ai due anche altri furti dello stesso genere commessi ad Albenga negli ultimi giorni, in particolare quello avvenuto nella farmacia di via delle Medaglie d’Oro dove sarebbero riusciti ad asportare cosmetici per un valore complessivo di 300 euro.

Kenia Almaguer Reynaldo e Luis Yadir Farga Reynaldo avevano alle spalle, come detto, altri tre arresti: a febbraio per aver rubato in un negozio di abbigliamento “Why mood of Milano” ad Andora, nell’aprile scorso per un tentativo di furto al Bar Riviera di Alassio e una decina di giorni fa per il furto di orecchini, scarpe ed alcolici all’Ipercoop di Savona. Solo il 9 maggio scorso erano stati processati per direttissima in tribunale a Savona: il giudice aveva convalidato i loro arresti e li aveva rimessi in libertà con il divieto di dimora in provincia di Savona in attesa della prossima udienza.

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Commenti

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  1. Scritto da massimo corna

    Sono favorevolissimo a tutti i tipi d’immigrazione, ma queste cose davvero faccio fatica a capirle. Possibile che “delinquenti recidivi” (lo metto tra virgolette perchè credo che a volte questi reati sono commessi per puro spirito di sopravvivenza), non possano essere arrestati o almeno mandati via dall’italia?

  2. Scritto da ospite di Alassio pagante IMU

    Buonasera.
    Questa decisione, è un incentivo alla criminalità.
    Non discuto il giudizio del giudice, ma queste leggi strampalate.
    Non meravigliamoci se questi, poi finiscono ammazzati da qualche cittadino che spara per paura.
    Da quello che si è capito, per questi due, i furti sono il loro lavoro.
    Cordialità