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Tragedia a Santo Domingo, il papà di Alessandro Grandis: “Sul suo corpo segni di colluttazione”

I famigliari del ragazzo trovato morto in un residence dominicano non credono al suicidio: "Non l'avrebbe mai fatto, era felice. Forse è stato spinto"

Albissola Marina. “Ci sono dei segni di colluttazione. Mia moglie mi diceva che ha visto qualcosa a livello di una spalla, come se fosse stato spinto”. E’ la rivelazione di Pierfrancesco Grandis, papà di Alessandro, il ventottenne albissolese trovato morto giovedì mattina in un residence di Santo Domingo, che sembra alimentare nuovi sospetti su una tragedia ancora senza spiegazione.

Il papà, intervistato dal Tgr di Rai Tre, ha ribadito di non credere in alcun modo all’ipotesi del suicidio (quella ritenuta invece più probabile dalla polizia della Repubblica Dominicana) e le notizie arrivate dalla moglie, il medico legale dell’Asl 2 Savonese Anna Rosa Cacace, che è volata a Santo Domingo, sembrano confermare i sospetti. “Ha visto dei segni evidenti” ribadisce Pierfrancesco Grandis.

Anche il fratello di Alessandro, Alberto Grandis, sempre alle telecamere della Rai, ha spiegato di non credere al suicidio: “Non credo proprio che si sia tolto la vita, non è nella sua personalità e credo non l’avrebbe mai fatto”. Poi il ricordo va all’ultima telefonata con il fratello nella quale aveva detto di stare bene e che non vedeva l’ora di riabbracciarlo: “Era felice, mi aveva mandato delle foto e mi aveva detto che sarebbe tornato presto e che ci saremmo sentite nei giorni seguenti”.

Anche il papà conferma che Alessandro stava bene ed era sereno: “Aveva già fatto il biglietto per Milano, doveva tornare il 15 di maggio e mi aveva già chiesto se andavo a prenderlo io”.

Dalle testimonianze dei famigliari di Alessandro non sembra emergere nessun motivo che possa spiegare un gesto estremo. E allora che cosa è successo al ventottenne albissolese? Il suo cadavere è stato trovato senza vita sul bordo di una piscina di un complesso residenziale di lusso (“La Joya” di Cocotal) a Bavaro, nel distretto di Punta Cana, una città della provincia di La Altagracia. Il ragazzo era disteso sulla schiena, coi piedi a mollo nell’acqua e del sangue vicino alla testa. Secondo la polizia locale, la Dicrim (Direccion central de investigaciones criminales), Alessandro si è lasciato cadere nel vuoto dal balcone della sua stanza. Una ricostruzione che non convince i famigliari del giovane, ma nemmeno i membri della comunità italiana a Santo Domingo che, attraverso il loro blog, hanno fatto trapelare l’indiscrezione secondo cui sarebbe stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco (un particolare che finora non ha trovato nessuna conferma ufficiale).

Risposte più certe su cosa sia davvero successo sono attese dall’autopsia che sarà effettuata sul corpo di Alessandro Grandis. Un accertamento che la mamma del ragazzo, così come l’ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana, seguiranno con grande attenzione. Ieri l’Incaricato d’Affari della missione diplomatica d’Italia nella Repubblica Dominicana Livio Spadavecchia aveva precisato: “La dinamica deve ancora essere accertata, al momento è presto per dire con sicurezza cosa è accaduto”.

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