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Il SindaChi era un uomo felice

"Rosso Pistacchio" è la rubrica al femminile di IVG: ogni martedì si parla di donne con Marzia Pistacchio

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“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente.

Il SindaChi era un uomo felice. Durante il suo periodo di reggenza l’ultimo uomo grasso era stato catturato tramite la apposita app, e le foto del suo enorme ventre flaccido e lardoso erano state inviate via chat a tutti i cittadini, come monito.

Savona nel 2050 era finalmente diventata una città felice: tutti erano belli, biondi e felici, e il SindaChi poteva passeggiare per la città a testa alta.

Solo un cruccio lo tormentava e lo teneva sveglio alla notte, prima delle 50 gocce di tavor e della camomilla: sua moglie, la SindaQuale, desiderava tanto una bambina.

Non mancavano i figli alla coppia, sia chiaro, ne avevano 4, tutti maschi: SindaUno e SindaDue, concepiti in una deliziosa provetta in Svizzera e SindaTre e SindaQuattro, nati da una tanto pratica mamma surrogata (altamente certificata).

Ma la Signora SindaQuale si era messa in testa che voleva una bambina bionda e con le trecce.

Ora, tutto si può dire del SindaChi, tranne che non fosse un uomo buono, quindi si sedette nel suo ufficio e con una dolcissima mail ordinò la tanto agognata bimba per la adorata moglie.

Savona accolse con una gran festa l’arrivo della piccola Marinella, tantissimi likes e una pioggia di cuoricini.

Qualcosa però iniziò ad andare storto già durante la diretta della prima poppata: Marinella rifiutava il biberon con gli aminoacidi e vomitava le gocce di proteine. La Signora SindaQuale era disperata, le mamme on line consigliarono un frullato proteico, ma niente, Marinella rigurgitava tutto. Si riunirono le coach del benessere, le preparatrici atletiche, i farmacisti, ma qualsiasi formula veniva rifiutata dalla piccola Marinella.

Il SindaChi era furioso con tutti gli esperti, li bannava e li bloccava con violenza, alcuni, per rabbia, li catturò persino con la app e li spedì nel centro concentramento obesi.

Venne alfine consultata l’ultima, decrepita, donna che aveva partorito naturalmente. La cercarono nel centro concentramento anziani e in vivavoce ella sentenziò che l’unica soluzione era dare alla bambina del LATTE.

Il SindaChi era sconvolto ma non potè fare altrimenti. Andò fino a Stella per trovare il latte per quella sfortunata figlia. Marinella cresceva, ma era una bimba strana: non usava il tablet palmare, ma il padre la trovava nascosta tra i libri della fatiscente biblioteca a Monturbano. Rifiutava gli allenamenti, rifiutava la carnitina, la crescentina e la albumina, rifiutava persino la caffeina! All’età di otto anni Marinella andava a zonzo per la città ed era diventata amica di elementi sovversivi del movimento anti-salute, che la portavano a mangiare da Ezio Pizzette e le fette in via Pia.

Marinella mangiava e mangiava ed era allegra. Trillava per la città, contenta, sfrecciava in bicicletta e si infilava nei laboratori segreti dove ancora qualche coraggioso fuorilegge preparava la focaccia con l’olio vero. Il SindaChi era disperato; guardava le forme della figlia arrotondarsi finchè un giorno, con sgomento, non scoprì un centimetro di ciccia. E allora fu troppo. Era il giorno del suo anniversario di reggenza, Marinella saltellava con la sua ciccia strabordante da un colorato abito a fiori.

Pensò che avrebbe potuto bannarla, bloccarla o catturarla con la app obesi, ma sarebbe stata comunque la fine della sua carriera: una figlia grassa… inconcepibile!

Dopo averla avvelenata la adagiò a terra come una bambola rotta. Le tolse dalle mani l’involucro di quel bon bon di zucchero e veleno che la aveva sorpresa e fatta felice, e la ricompose. Voleva che fosse bellina, le abbottonò l’abito colorato, le aggiustò il paltò, le lucidò con il fazzoletto le scarpine di vernice.

Da una tasca di Marinella cadde, allora, una scatola di cioccolatini: “PER TE, PAPA’”, recitava il biglietto. Il SindaChi ne scartò uno e, con le mani che tremavano forte, lo assaggiò. E poi un altro… E poi ancora… E poi tutti.

E allora pianse.

(personaggi fortemente ispirati al mondo del Dottor Seuss)

“Rosso Pistacchio” è la rubrica al femminile di IVG, ogni martedì a cura di Marzia Pistacchio: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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