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Savona, i Verdi: “Pronti a rispondere all’appello del Pd, ma a precise condizioni”

Le richieste sono 7: dal ritiro dalla scena politica degli ex amministratori allo stop al cemento, dal no a Maersk all'impegno per l'ambiente e la cultura

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Savona. “Cristina Battaglia ha scritto accusando il centrodestra di essere sostanzialmente privo di progettualità. Noi Verdi ci permettiamo in prima battuta di osservare che la Giunta Caprioglio, come ha replicato oggi la sindaca,non è privo di progettualità ma piuttosto ripropone quella dell’ultima stagione del centrosinistra (cemento + carbone) arricchita da un taglio pesante e immotivato alla qualità della vita dei ceti più deboli e fragili”. Così il portavoce dei Verdi savonesi, Danilo Bruno, interviene nella querelle mediatica tra Cristina Battaglia ed il sindaco Ilaria Caprioglio, iniziata da una lettera della prima e proseguita con la replica della seconda.

Nella sua lettera, prosegue Bruno, “la consigliera Battaglia proponeva un diverso modello di città, che in prima battuta non abbiamo riconosciuto ma poi abbiamo considerato essere Savona solo se si mettono insieme tutte le esperienze sindacali cominciando dalla giunta Aglietto dell’immediato dopoguerra attribuendo tutti i pregi e i difetti d’ufficio al Pd. A questo punto al sostanziale appello della capogruppo PD Battaglia di unire le forze per battere il centrodestra ci permettiamo di dire che potremmo essere d’accordo ad alcune condizioni, che proviamo ad elencare in modo non esaustivo”.

La prima: “Battaglia e il Pd devono prendere nettamente le distanze politiche da tutte e tutti coloro che hanno governato la città negli ultimi anni ed in particolare da coloro che hanno provocato il pesante indebitamento comunale. Queste persone dovrebbero dignitosamente ritirarsi a ‘vita privata’ senza più pretendere incarichi politici di sorta”. La seconda: “Devono chiaramente sostenere che è finita l’era dell’urbanistica contrattata e che il destino delle aree libere o da riqualificare di Savona è stabilito dal consiglio comunale, quale espressione della volontà delle cittadine e dei cittadini e non da pochi privati. Da ciò ne consegue la riaffermazione della netta contrarietà al porto della Margonara e il rifiuto di ogni incremento cementizio a cominciare dal recupero delle aree di ponente, che devono essere destinate ad attività balneari, culturali e per il tempo libero e non all’ennesima colata di cemento”.

Le richieste continuano: “Il Pd deve dichiararsi contrario al carbone e soprattutto una opera inutile e dannosa per l’ambiente come la piattaforma Maersk, che rischia di porre gravissimi danni alle spiagge del litorale; deve dichiararsi ed operare per un programma di raccolta dei rifiuti, che veda la raccolta differenziata spinta, il riuso e la riduzione dei rifiuti nonché la riapertura del Laboratorio di Educazione Ambientale; deve dichiararsi per la gestione pubblica dell’acqua tramite una azienda speciale e non società per azioni, che rischiano di avviare privatizzazioni striscianti di un bene scarso e da tutelare; deve scegliere di investire in formazione cultura in particolare valorizzando il Priamar e il museo archeologico, vera eccellenza in Italia ma avviato ad una vita grama grazie ad una gestione discutibile avviata proprio dal centrosinistra; deve scegliere una politica per la collina e il bosco savonese anche attraverso le cascine delle Opere Sociali, che possono assumere nuova vita e divenire fonte propizia di occupazione stabile”.

“Queste sono alcune delle condizioni indispensabili per iniziare a discutere con il Pd – concludono i Verdi – anche se dubitiamo che possa esservi il coraggio di fare determinate scelte politiche”.

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