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Savona, al NuovoFilmStudio la Rassegna “L’italia che non si vede”: Bella e perduta

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Savona. Il Nuovofilmstudio propone la rassegna di cinema del reale “L’Italia che non si vede”, promossa dall’UCCA – Unione Circoli Cinematografici ARCI – e arrivata alla sua VI edizione. Il senso di questa proposta è duplice, da una parte ha lo scopo di approfondire argomenti scomodi o comunque rimossi dai media e nel contempo cerca di avvicinare il pubblico a fiction e documentari “invisibili” perché sottovalutati o falcidiati dal mercato. In un’epoca in cui la fruizione del cinema passa, invece che nelle sale cinematografiche, su piccoli schermi per un consumo solipsistico, dove tutto finisce per essere indistinto, ritorniamo in sala dove il fattore umano completa la visione e la comprensione dell’opera filmica.

Terzo appuntamento:
giovedì 6 aprile (15.30 – 21.00)

Bella e perduta
di Pietro Marcello – Italia 2015, 86’

Lontano dal didascalismo storiografico, il magnifico film di Marcello elabora sulla Reggia “bella e perduta” un testo di puro realismo magico che assume il valore emblematico e simbolico di un’Italia sempre più incurante di se stessa. Un documentario intrecciato ad una favola per raccontare verità profonde e dolentissime. Pulcinella servo sciocco viene inviato dalla pancia del Vesuvio sulla superficie campana per aiutare Tommaso, pastore che ha deciso di prendersi cura dell’abbandonata Reggia di Carditello. Sempre in quella terra dimenticata, ecco apparire un piccolo bufalo appena nato che, essendo maschio e quindi improduttivo, un contadino ha abbandonato in una fossa. Tommaso decide di salvare il bufalino, ma un infarto improvviso lo porterà via dalla Reggia, dall’animale e dalla sua terra. Pulcinella – in onore di Tommaso – deve trovare il modo di mettere in salvo il bufalo Sarchiapone da morte certa. Alla favola appartiene Pulcinella, maschera che da sempre in Campania rappresenta una sorta di messaggero tra l’aldiqua e l’aldilà. Alla realtà appartiene la Reggia di Carditello (Caserta), magnifica costruzione borbonica abbandonata all’incuria, mentre Tommaso Cestrone – conosciuto in vita come l’angelo di Carditello, morto di infarto due anni fa – è realtà che va oltre se stessa, figura poetica di colui che resiste, solo, in difesa della bellezza. Un semplice pastore, capace di unire nel suo fare le sacralità di natura e bellezza. “Bella e perduta” è dunque la Reggia di Carditello, l’intera terra italiana, la cultura contadina, il nostro meridione sprofondato nelle terre del fuoco. “In un mondo che ci nega l’anima, essere un bufalo è un’arte” ci ricorda la pellicola che tale realmente è essendo stata girata in 16mm, addirittura utilizzando pellicola scaduta “perché – spiega Pietro Marcello – è scaduta come la nostra terra, e su questo punto volevo una coerenza estetica”.

Note dell’autore: “Ho imparato a guardare l’Italia contemplando il suo paesaggio dai treni, riscoprendo di volta in volta la sua bellezza e la sua rovina. Quando mi sono imbattuto nella Reggia di Carditello e nella favola di Tommaso, il pastore che con immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbandonato, ho visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare. Carditello è l’emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo, dell’orfano che non si arrende a un meccanismo incancrenito di distruzione e disfacimento; e allo stesso tempo questa storia così radicata nella Storia del nostro Paese indaga un tema, quello del rapporto tra uomo e natura, mai così universale, a ogni latitudine”.

La scheda del film: http://www.uccaarci.it/bella-e-perduta-di-pietro-marcello/

NuovoFilmStudio presso Officine Solimano
Piazza Pippo Rebagliati, Savona
Ingresso con tessera ARCI

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