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Salviamo e valorizziamo l’Ambra di Albenga: l’appello dei Fieui di Caruggi fotogallery

"Non possiamo permettere la scomparsa di una struttura così fondamentale"

Albenga. “Salvaguardiamo l’Ambra e aiutiamolo affinché possa migliorare la sua struttura. Comune, Regione, Ministero, Fondazioni Bancarie, Aziende, Associazioni e cittadini non possono permettere la scomparsa di una struttura così fondamentale per l’aggregazione, la cultura, l’arte, lo spettacolo. Come fieui di caruggi ci mettiamo a disposizione. Salviamo l’Ambra!”. E’ l’appello lanciato dai fieui di caruggi di Albenga sul futuro del cinema-teatro Ambra di Albenga, la storica struttura che dal 2009 ospita con grande successo la serata conclusiva del Premio Fionda di Legno e portando sulla scena albenganese importanti personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo e della musica.

“Più volte è stato detto e scritto “Ci vorrebbero in questi casi due o tre Ambra”. A noi fieui ne basta uno, il “nostro” Ambra, il teatro della nostra Comunità, l’unica struttura del territorio in grado di ospitare manifestazioni di questo livello qualitativo e quantitativo. Per questo ringraziamo di cuore la Teatro Ingaunia e in particolare Mario Mesiano che prima ha scongiurato la chiusura del Teatro Ambra e successivamente ne ha assicurato con costanti sforzi e sacrifici la sopravvivenza a vantaggio della città di Albenga e di numerose associazioni”.

“Come ha detto Brunello Cucinelli – proprio in occasione di Fionda 2017 – nessun teatro privato oggi può sopravvivere senza i doverosi aiuti e finanziamenti pubblici, in particolare se svolge un’opera non tanto di profitto quanto di valore sociale e culturale. Eppure periodicamente nuvole cupe si addensano sul teatro Ambra minacciandone il futuro. Come fieui vorremmo che fosse chiaro a tutti che senza l’Ambra le nostre manifestazioni più importanti (Fionda di Legno e Ottobre De Andrè) non troverebbero spazio in Albenga e terminerebbero o emigrerebbero lontano”.

Il video integrale della consegna della Fionda di Legno al Teatro Ambra

“E lo stesso succederebbe probabilmente per altri eventi importantissimi per la vita e il nome della città, come il Festival Su la testa, le apprezzate rassegne teatrali e i grandi concerti, gli incontri scolastici, la festa dei nonni. Albenga negli anni, per disinteresse, incapacità o altro, ha perso occasioni splendide: dalla chiusura del Cristallo al costo per il recupero dell’Astor che, alla fine dei lavori e delle spese assai elevate, darà alla cittadinanza non un teatro vero, ma una specie di grande auditorium o un locale per spettacoli di nicchia”.

“Infatti la capienza del futuro (prossimo o remoto?) teatro Astor non arriverà ai duecento spettatori. In questi decenni abbiamo assistito alle cementificazione di aree vastissime del nostro territorio e mai è stata chiesta come contropartita la realizzazione di un teatro” concludono i Fieui di caruggi.

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