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Il rossetto di mamma: “Allora anche il Demonio ne ha una”

"Rosso Pistacchio" è la rubrica al femminile di IVG: ogni martedì si parla di donne con Marzia Pistacchio

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“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente.

Mia adorata mamma,
sono giorni che non faccio che pensare a te, alla tua lunga treccia nera che oscillava sulla spalla magra, alla ninna nanna della buonanotte, al tuo grembiule sempre lindo e così bianco che dal mio lettino vedevo baluginare in cucina, alla tua mano fresca sulla fronte in quelle notti di morbillo febbricitante: “Giovannino, fai la febbre e diventi altino, Giovannino è tutto un puntino”.

Mamma bella, c’è una signora qui, la teniamo prigioniera. Forse per questo non riesco a levarmi il tuo viso dalla testa, mamma.

Non ti assomiglia, questo no, tu sei molto più bella, mammina mia, ma credo sia stata bella anche lei un giorno. Ora ha una zazzera corta, ma quando è arrivata aveva una di quelle crocchie bionde gonfie attaccata alla nuca. La treccia si è sciolta mentre la portavano a braccia nella sua cella. Lei gridava, mordeva, sputava, aveva occhi gelidi e allo stesso tempo di fuoco, mamma. Dopo che il generale la ha colpita col calcio del fucile è rimasta qualche minuto con la testa sul petto, come una di quelle bambole di pezza che cuciva la signora Gemma alle Fornaci, poi ha tirato su il mento e mi ha guardato.

Non mi è piaciuto tagliarle i capelli col coltello, mamma, ma così ha voluto il generale e così ho fatto. Non so quale sia la sua colpa, sentivo dire che portava cose nei boschi, che portava messaggi.

Gli ordini sono ordini.

Non mi è piaciuto nemmeno che la lasciassero senza cibo così a lungo. Pensavo a te, mamma, che dicevi sempre che nessuno dovrebbe mai aver fame e che una acciuga salata e una galletta fanno tornare il sorriso anche ai Satanassi.

Aveva paura di me, e si vergognava.

Perché sì, mamma, la hanno lasciata nuda. E’ stata a lungo in quella stanza col generale dopo il suo arrivo. Per la prima ora la sentivo gridare, chiamava “Corradino”. Poi dopo un po’ più nulla. Il generale è uscito dalla stanza tutto rosso e senza calzoni. E ha stappato una bottiglia di barbera. Ho bevuto anche io.

Le ho portato una galletta e una coperta. Ma non aveva più i denti, mamma, allora mi sono ricordato di come facevi tu e la ho ammollata nell’acqua, ho preso un pomodoro e glielo ho schiacciato sopra.

Lei ha sorriso e mi ha chiesto chi mi aveva insegnato.

Mi ha chiesto quando morirà e le ho risposto domani.

Ha detto che si ricordava di me, nella piazza di Sassello, che facevo i capricci per un amaretto.

Mi ha dato una lettera per Corrado e mi ha chiesto di metterle un po’ di rossetto perché aveva la mano tumefatta e non voleva che suo figlio la vedesse senza.

Mi sono ricordato di come facevi tu, lo ho rubato dalle cose sequestrate al suo arrivo e glielo ho messo tra le croste di sangue.

Ha sorriso e mi ha chiesto chi mi avesse insegnato.

Ho risposto che mi avevi insegnato tu.

“Allora anche il Demonio ha una mamma” ha detto.

“Rosso Pistacchio” è la rubrica al femminile di IVG, ogni martedì a cura di Marzia Pistacchio: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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