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Roberto Bertone dà l’addio alla carriera agonistica risultati

Una lunga carriera nel Plodio, dopo le esperienze con Cairese, Millesimo ed Altarese

Savona. Il calcio sa scrivere belle storie di vita, apprezzabili, per il valore del protagonista, indifferentemente dal fatto che sia un atleta che gioca in Serie A, oppure in categorie dilettantistiche, dove i personaggi possono essere studenti, ingegneri, impiegati oppure operai, che – al termine di una giornata di lavoro – si allenano con una serietà e una volontà, di certo non distante da quella del mondo ‘dorato’ dei professionisti.

Roberto Bertone, classe ’85, da dodici anni colonna e capitano del Plodio, seconda categoria savonese, ha dato l’addio ad una carriera agonistica, contraddistinta da grande professionalità, passione e lealtà.

Il difensore ha giocato sempre in Val Bormida (esordendo con la maglia della Cairese, in Eccellenza, lanciato dal mister italo-uruguaiano Gianni Michelini) e dopo le brevi tappe a Millesimo ed Altare, ecco il definitivo passaggio al Plodio, dove ha trascorso un’ intera vita calcistica, con i biancoblù.

Edson Arantes do Nascimiento, meglio conosciuto come Pelè diceva: “Non c’è niente di più triste di un pallone sgonfio”… Quanto ti mancherà, Roberto, la partita domenicale, con tutti i suoi annessi?

“Non solo quella… sentirò la mancanza degli allenamenti settimanali, di preparazione al match… la vita dello spogliatoio, l’odore del campo, le ansie, le aspettative, il gioire, soffrire, i terzi tempi… ma c’è un momento in cui bisogna fermarsi”.

Cosa spinge un giovane ragazzo a compiere sforzi, sacrifici… a dedicare il proprio tempo libero, per anni e anni, a correre dietro ad un pallone?

“Si potrebbero scrivere interi libri sull’argomento… Per quanto mi riguarda, la molla – che mi ha permesso di giocare per tanti anni – è stata la passione, l’amore viscerale per questo sport, il rispetto e l’amicizia – verso e da – tanti giocatori, con i quali ho cercato di dare il meglio di me stesso a società ed allenatori, vivendo momenti sportivi indimenticabili, che resteranno nel mio cuore”.

Cosa vuoi suggerire ai giovani che stanno iniziando la vita agonistica?

“Innanzi tutto di divertirsi nel rispetto delle regole… poi di imparare a perdere o vincere, ma di farlo con animo sportivo, ascoltando i consigli dei giocatori più anziani e apprezzando i valori che lo sport sa trasmettere”.

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