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Rientro di Pasquetta con sciopero degli autostradali: rischio code ai caselli

I sindacati avvertono: "Nostro sciopero è per una maggiore sicurezza, aziende replicano tenendo chiusi i varchi e creando code e rischi"

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Provincia. Alle ore 22 di questa sera, quando gli italiani saranno di rientro nelle grandi città dopo il tradizionale merendino o dalle brevi ferie pasquali, inizierà lo sciopero dei lavoratori delle autostrade che terminerà domani sera, 18 aprile, sempre alle ore 22.

“Il nostro sciopero – spiegano i lavoratori autostradali – non è ‘contro’ i cittadini automobilisti, anzi lo si potrebbe definire una protesta a loro favore: in autostrada infatti ci si astiene dal lavoro per richiedere il mantenimento della presenza fisica di addetti in tutti i caselli, addetti che le autostrade vogliono togliere per diminuire gli occupati. Una richiesta, quella dei lavoratori delle autostrade, che non può in alcun modo essere considerata ‘contro’, ma che è assolutamente a favore del servizio alla sicurezza e alla soluzione di qualsiasi anomalia che si presenti alle persone che utilizzano il servizio pubblico delle autostrade”.

“Queste – avvertono i lavoratori – non sono di proprietà dei concessionari, ma sono un bene pubblico, cioè di tutti, che lo Stato gestisce attraverso varie soluzioni, come l’Anas o società private che si impegnano a garantire manutenzione e fluidità del traffico a fronte dell’incasso dei pedaggi”.

Quindi uno sciopero a favore dei cittadini “anche perché gli addetti alla viabilità, le sale radio e i tecnici che fanno funzionare tutti gli strumenti necessari alla sicurezza saranno regolarmente al lavoro e qualsiasi coda venisse a crearsi sarà solo colpa dei concessionari che non apriranno le sbarre delle piste normalmente occupate dai ‘casellanti’ solo per non perdere neanche un centesimo di pedaggio”. Per questo le sigle sindacali hanno scritto una lettera al Ministero dell’Interno, a quello dei Trasporti, alle associazioni dei consumatori, ad Aiscat e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per chiedere l’apertura di tutti i varchi, compresi quegli degli operatori in sciopero, “per assicurare il transito migliore e soprattutto più sicuro agli utenti”.

“Fra l’altro – calcolano i sindacati – il costo del lavoro del personale delle autostrade (tutto il personale) è un valore che si aggira intorno al 10% dei costi totali e la sua riduzione non rappresenta un elemento decisivo per il funzionamento di aziende che in questi anni di crisi hanno continuato a macinare utili e a far lievitare i pedaggi. Perché mai allora non garantire il mantenimento del servizio agli automobilisti se a loro costa poco?”.

“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che è tecnicamente il ‘padrone’ che dà in concessione le autostrade, ha di recente ribadito con una circolare vincolante per le concessionarie autostradali che ai caselli ci deve essere presenza fisica di personale di supporto e per la sicurezza nelle 24 ore e nei 365 giorni dell’anno… ma le autostrade vogliono tagliare quel costo. Peccato che sia anche una garanzia per i cittadini – concludono – che hanno un alleato nei lavoratori autostradali”.

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