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Premiate le stelle che nascono all’ombra della Lanterna

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Nel gremitissimo Teatro Santa Rosa di Carcare è andata in onda lunedì sera la  scintillante presentazione ufficiale della più grande manifestazione provinciale dedicata al calcio giovanile, promossa dalla società Olimpia di cui è presidente il patron Carlo Pizzorno. Il torneo di caratura internazionale giunto alla quinta edizione è dedicato alla memoria di «Jack» Comparato. Sarà riservato alla categoria Giovanissimi 2003 e si svolgerà dal 28 aprile al 1° maggio.

Tra i numerosi ed importanti ospiti d’onore invitati ha spiccato certamente l’attaccante bianconero Moise Kean, primo dei “millennials” ad esordire in Serie A ed in Champion League nel 2016. Sul parterre si sono succeduti tanti altri personaggi illustri ma due in particolare hanno riscosso le attenzioni del folto pubblico di addetti ai lavori, in quanto rappresentano il fiore all’occhiello delle due cugine liguri (Genoa e Samp): stiamo parlando del rossoblù Pietro Pellegri (2001) e del blucerchiato Andrea Tessiore (1999).

Il selezionatore savonese Felicino Vaniglia (assente giustificato per impegni sportivo/professionali) che era stato scelto come premiatore dei due campioncini festeggiati nella  kermesse biancorossa, vista la sua assoluta dedizione e passione per il calcio baby, ha voluto rifarsi dedicando ad entrambi un cameo biografico che sia di buon auspicio e foriero di un folgorante futuro ricco di affermazioni.

“Partiamo dal grifoncino Pellegri  che a quindici anni e 280 giorni con l’ingresso in campo contro il Torino al posto di Rincon, ha eguagliato il record di esordiente più giovane della storia della serie A. Un primato assoluto che resisteva da ben 79 anni, quando, nel 1937, Amedeo Amadei, giocò Roma-Fiorentina 2-2. Pur non riuscendo a battere il centravanti del primo scudetto giallorosso, ha superato  così Gianni Rivera, secondo in classifica per una manciata di giorni e battendo nientemeno che Stephan El Shaarawy, altro prodotto del vivaio rossoblù. Prima punta classica, 188 centimetri d’altezza senza neppure aver finito l’adolescenza, ricorda nelle movenze Bobo Vieri. Nato il 17 marzo 2001, è l’unico della sua annata ad aver segnato (7 centri a tutt’oggi) nella Primavera di Stellini (quinta nel gir.C a 43 punti) nonostante la categoria sia riservata quest’anno ai nati nel ’98 e ’99, con parecchi fuoriquota del ’97. L’attuale nazionale dell’Under 17 di Bigica, nel febbraio del 2015 ha vinto la fase italiana della Manchester United Premier Cup, e sarebbe bastato e avanzato per finire sui taccuini del club reso grande da Alex Ferguson, anche perché come al solito era l’unico sotto età: la fase mondiale l’ha persa ai rigori, dopo aver eliminato il Real Madrid in semifinale, davanti agli osservatori di Chelsea, Psg e Barcellona. In Italia lo segue da vicino la Juventus, piace alle milanesi e si era mossa anche la Roma, ai tempi di Walter Sabatini”.

“Passiamo ora entrando in orbita Samp al centrocampista centrale Tessiore. Finalese nato a Pietra Ligure il 1° ottobre 99, gioca con la formazione di mister Pedone e nel campionato in corso (seconda in classifica nel gir.A a quota 45) si è imposto come una delle più interessanti promesse delle giovanili doriane. Figlio d’arte (il papà è stato buon giocatore e allenatore), ha iniziato a tirare i primi calci al pallone con i giallorossi, per poi passare nelle fila della Sampdoria. Dopo i primi cinque anni da pendolare, si è poi trasferito a Genova  andando in convitto. Il suo  primo istruttore è stato Gabriele Repetto che gli ha insegnato molto, aiutandolo nel delicato passaggio da una squadra dilettantistica ad una professionistica  In ottobre si era svelato per la prima volta, come riportato da Sampdorianews.net rivelandosi un ragazzo eccezionale dimostrando maturità e giusta grinta”.

“L’Under 17 è senz’altro un buon campionato – diceva – ma in Primavera cambia tutto, specie se si considera che abbiamo incrociato un girone molto difficile, con molte trasferte al sud. Siamo una squadra giovane quindi magari soffriamo un po’ fisicamente, ma tecnicamente siamo tutti abbastanza bravi, quindi se la mettiamo sul piano del gioco riusciamo spesso ad ottenere buoni risultati. Più o meno siamo rimasti gli stessi e quindi giochiamo a memoria e questa cosa si sente. Vengo impiegato anche come quinto sia a destra che a sinistra, ma a centrocampo mi trovo meglio perché lì ho più anni di esperienza e con Cioce o Ejjaki ad esempio c’è molta intesa. Vorrei diventare un giocatore tipo Marchisio – continuava – che è molto bravo nelle due fasi, recupera palloni e sa impostare e con il duro lavoro spero di riuscire ad imitarlo anche se è molto difficile. Nel mio reparto in prima squadra c’è Torreira, che pur essendo un  giocatore ancora molto giovane quando ho avuto l’onore di allenarmi qualche volta con mister Giampaolo e i miei compagni, mi ha impressionato molto, perché è uno che pur non mollando niente, quando ha la palla sa cosa farne. Pedone è un mister molto bravo perché ci fa giocare bene a calcio e nel settore giovanile l’importante è crescere individualmente e anche a livello del gioco; inoltre avendolo già avuto negli Allievi sapevo già che persona era. A livello di Primavera ovviamente spero che riusciamo a raggiungere le finali: il sogno è quello di vincere lo Scudetto. Dal punto di vista personale vorrei esordire in Serie A – conclude – con la Samp possibilmente perché è la mia squadra del cuore, e magari un giorno vestire anche la maglia azzurra”.

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