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Omicidio a Pietra Ligure, un vicino: “L’ho vista arrivare verso le 18.30, era arrabbiata” fotogallery video

"Quando l'abbiamo saputo ci è crollato il mondo addosso"

Pietra Ligure. “L’ho vista ieri intorno alle 18.30 e sembrava arrabbiata. Non aveva il suo solito viso sorridente”. Mario Cartasegna, titolare di una panetteria a pochi passi da piazzetta Morelli a Pietra Ligure, se n’è accorto subito che qualcosa non andava. Ma mai avrebbe pensato che di lì a poco la 19enne Janira D’Amato sarebbe stata uccisa a coltellate dal suo fidanzato, il 20enne Alessio Alamia.

omicidio pietra

Una notizia che la moglie di Mario, Maria Cartasegna, ha accolto con stupore e dolore: “Mi è crollato il mondo addosso – racconta – Io conoscevo entrambi. Lui addirittura da quando è nato. Per loro eravamo quasi come degli zii. Quando c’è stata l’alluvione, a novembre, ci hanno aiutato a pulire il fango. Davvero un comportamento esemplare”.

Insomma, una coppia felice. Almeno fino a qualche tempo fa: “Non li ho mai visti litigare. Non sapevo neanche che si fossero lasciati da poco”, dice ancora Maria che non riesce a capacitarsi di quanto accaduto ieri sera. “Lui non voleva che lei andasse a Genova a fare quel corso, aveva paura di essere lasciato solo “.

Sarebbe questa la causa della rottura tra i due fidanzatini, Janira nell’ultimo periodo si era trasferita a vivere assieme al fidanzato che era rimasto solo dopo l’arresto della madre, proprio ieri la ragazza aveva deciso di andare a riprendere i propri effetti personali che erano ancora nell’abitazione nel centro di Pietra Ligure.

Ieri sera Janira ed Alessio si sono visti per l’ultima volta e proprio il panetterie titolare del negozio sotto l’abitazione dove si è consumato il delitto, potrebbe essere l’ultimo ad averla vista viva.

Mario ha incrociato la giovane poco prima che rientrasse a casa: “Ho visto rientrare solo lei, non lui. Sembrava arrabbiata, non era sorridente come sempre. Non sapevo si fossero lasciati. Avevano qualche problema, ce ne avevano parlato ma noi avevamo cercato di stemperare le loro preoccupazioni. Erano ragazzi di vent’anni”.

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