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Nuova procedura di VIA, Comitato del Tarinè: “Un affronto ai cittadini e ai territori, la Regione si opponga”

Savona. La bozza di decreto del Governo sulla nuova Valutazione di Impatto Ambientale finisce nel mirino di comitati e associazioni di cittadini. A lanciare l’allarme sulla procedura che intende varare l’Esecutivo è il Comitato Spontaneo Amici Del Tarinè, che si è battuto con forza contro la realizzazione della miniera di titanio nel territorio sassellese.

“Su progetti come la miniera di titanio sul Monte Tarinè, discariche, cave oppure gli impianti di rifiuti non sarebbe più possibile far sentire la voce dei cittadini. Sanatorie a go-gò in caso di lavori avviati senza pareri. Addirittura i cantieri aperti senza V.I.A. oppure con VIA annullata dal TAR potranno andare avanti lo stesso. Un’offesa allo Stato di Diritto” dice il Comitato.

E ancora: “I membri della Commissione VIA saranno selezionati senza concorso e il Ministro nominerebbe direttamente anche i funzionari istruttori”.

Il Comitato chiede alla Regione Liguria di opporsi in conferenza Stato-regioni al decreto e lancia un appello ai parlamentari affinché il provvedimento possa essere cambiato radicalmente.

“Altro che partecipazione e trasparenza sulla grandi opere per evitare i conflitti a lavori avviati! Il Governo Gentiloni intende mettere il bavaglio ai cittadini che vogliono dire qualcosa su inceneritori, TAV, gasdotti, cave, rifiuti e tutti i progetti che possono incidere pesantemente sull’ambiente” aggiunge ancora il Comitato.

“Su diversi punti il decreto, oltre che rappresentare una vera e proprio involuzione sul tema del rapporto tra comunità e grandi interessi privati che sostengono i progetti, si rivela criminogeno e, in qualche passaggio, anche eversivo dello Stato di Diritto”.

E il Comitato entra poi nel merito del decreto, ora all’esame delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-regioni: “Il decreto prevede di poter accedere in qualsiasi momento e per qualsiasi tipologia di opera alla VIA “in sanatoria”. Addirittura si prevede la possibilità di continuare i lavori anche se “scoperti” a realizzare un progetto (una cava, un gasdotto ecc.) senza VIA oppure quando il parere VIA, se esistente, è stato sospeso o annullato del Tar”

“Quindi chiunque può iniziare a cavare o costruire una centrale termoelettrica o un inceneritore senza VIA. Se ti beccano ti danno 1 mese di tempo (o anche 10 anni; non è specificato il tempo limite) per presentare la V.I.A. Nel frattempo un funzionario del ministero o della regione potrà decidere se far andare comunque avanti il cantiere! Idem se un cittadino vince un ricorso al Tar sulla VIA di un’opera”.

“Il tutto con eventuali sanzioni ridicole di decine di migliaia di euro a fronte di opere che portano guadagni in alcuni casi miliardari”.

E ancora: “La verifica di assoggettabilità a VIA, che oggi è un primo filtro per impianti di rifiuti, cave, ecc. praticamente diventerà un orpello. Infatti è stata eliminata completamente la fase di partecipazione per i cittadini, che oggi hanno 45 giorni per presentare le osservazioni. Avverrà solo la pubblicazione sul web dello scarno documento di “studio preliminare ambientale” da parte del proponente, senza ulteriori elaborati. Da quel momento entro 60 giorni l’ente competente si deve esprimere. Lo potrà fare anche dal giorno stesso del deposito, privando ogni possibilità per i cittadini di dire anche “a”! A quel punto rimarrebbe solo il Tar, peraltro sempre con la possibilità di vedere proseguire i cantieri anche in caso di vittoria davanti al tribunale!”.

“La Valutazione Ambientale e la VIA si faranno su elaborati progettuali del livello di dettaglio dello “studio di fattibilità”. Oggi per la procedura di VIA si deve depositare il progetto definitivo con dettagli importanti ai fini delle analisi. Con questo decreto i cittadini e gli enti potranno quindi partecipare al procedimento avendo in mano solo “quattro schizzi” privi di dettagli tecnici fondamentali per verificare gli impatti oppure, come sta accadendo frequentemente, per accorgersi di eventuali abusi già fatti”.

“I commissari della commissione VIA nazionale saranno scelti dal Ministro espressamente “senza fare ricorso a procedure concorsuali”, alla faccia della Costituzione. Hanno introdotto questa specifica dopo la bocciatura della Corte dei Conti proprio sulle nomine di Galletti per la nuova commissione VIA, bocciatura avvenuta proprio per l’assenza di criteri selettivi. Inoltre è sempre il ministro che nomina la segreteria tecnica di funzionari a supporto della commissione VIA nazionale. Il controllo partitico diventerà totale”.

“Diverse categorie di progetti energetici passano dalla competenza regionale a quella nazionale per sottrarli all’influenza delle comunità che più facilmente fanno sentire la propria voce con le istituzioni locali. Si cerca così di superare surrettiziamente l’esito referendario del 4 dicembre, quando è stata bocciata anche la riforma dell’Art.117 della Costituzione che prevedeva un forte accentramento”.

“Per associazioni e comitati è una norma per larghi versi totalmente anti-costituzionale. La riteniamo anche criminogena, sia perché sarà premiante fare lavori in assenza di parere (al massimo si prende una multa se si viene scoperti) sia per gli aspetti corruttivi considerata la totale discrezionalità per emanare provvedimenti come quello di far andare avanti i cantieri lo stesso nonostante l’assenza della VIA. Ricordiamo che settori sottoposti a VIA come cave, rifiuti, centrali eoliche e tanti altri tipi di opere sono stati oggetto di numerose inchieste e sono a forte rischio di infiltrazione della criminalità organizzata” conclude il Comitato.

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