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Niente fondi regionali agli alberghi che ospitano i profughi, Toti: “Proposta di buon senso”

"Chi prende soldi pubblici per riqualificare la struttura turistica lo debba fare a questo scopo"

Liguria. “Le strutture ricettive non dovrebbero ospitare migranti, ma turisti paganti, non persone che stanno qui a spese del contribuente italiano, quella della Lega Nord mi sembra una proposta di buon senso”.

Cosi’ il governatore Giovanni Toti oggi pomeriggio ha commentato la proposta della Lega Nord Liguria in consiglio regionale di non dare più fondi regionali alle strutture ricettive che ospitano migranti.

“Chi fa turismo e magari riqualifica la sua attività con i fondi pubblici dei cittadini liguri, lo deve fare per dare occupazione e produrre ricchezza nel nostro territorio, destagionalizzando il turismo tutto l’anno, – sottolinea Toti – Ognuno con la proprietà privata fa quello che crede, non sono comunista, ma credo che chi prende soldi pubblici per riqualificare la struttura turistica lo debba fare a questo scopo”.

Il consigliere regionale della Lega Nord Liguria e presidente della III Commissione Attività produttive, Stefania Pucciarelli, ha presentato una proposta di legge per contrastare il fenomeno del business immigrati: “Le strutture ricettive (hotel, alberghi, bed and breakfast, affittacamere etc…) che ospitano i migranti non si possono considerare attività turistiche. Anzi, il turismo lo danneggiano. Per loro, quindi, mai più un euro di contributi pubblici regionali previsti a sostegno del comparto turistico-alberghiero.
Un’analoga normativa è stata presentata due anni fa in Regione Lombardia e proprio il testo lombardo è stato preso a modello per la stesura della nostra proposta di legge”.

“Gli incentivi alle piccole e medie imprese per la qualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica dovranno prevedere che, nel caso di pmi che svolgono attività ricettiva, i contributi siano accessibili soltanto se il ricavato o fatturato dell’attività ricettiva degli ultimi tre anni derivi integralmente dall’attività turistica. In tal modo, saranno escluse dagli interventi contributivi quelle strutture che aderiscono ai progetti che alimentano il business immigrati e il degrado nel territorio”.

“La legge lombarda e la proposta che vogliamo introdurre in Liguria sono iniziative di buonsenso. Il Governo a trazione Pd e la UE anziché prendere provvedimenti per favorire lo sviluppo turistico e mitigare la crisi come stiamo facendo noi in Regione Liguria, vogliono incentivare gli albergatori al business dell’immigrazione. Alcuni titolari di attività ricettive hanno quindi trasformato le loro strutture in centri di accoglienza a due passi dal mare. Altri imprenditori, invece, si sono rifiutati e resistono con ammirevole coraggio e caparbietà perché amano il loro territorio, si rifiutano di cedere al ricatto e non vogliono danneggiare la cittadinanza: loro vanno premiati, chi danneggia il turismo no”.

“Gli albergatori e gli altri titolari di attività ricettive che si fanno complici delle disastrose politiche del Pd e della UE non potranno pretendere, dopo avere incassato molti soldi pubblici per svolgere una funzione che non compete al loro comparto, di usufruire dei contributi regionali per il sostegno al turismo. Abbiamo pensato di porre il limite dei tre anni per evitare che un privato o un’azienda possa passare con troppa facilità dalla vocazione ‘assistenziale’ a quella turistica, usufruendo di benefici che spettano unicamente a quanti hanno sempre impostato il loro business per il benessere economico e lo sviluppo del territorio e non esclusivamente per il proprio utile personale” conclude il consigliere del Carroccio.

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