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Nella mensa scolastica di Borghetto ora scatta lo sciopero: ai bimbi per pranzo panini e acqua foto

Da due mesi le otto dipendenti del servizio di refezione non prendono lo stipendio: genitori solidali, ma preoccupati per la situazione

Borghetto Santo Spirito. Due panini e una bottiglietta d’acqua. E’ il cestino del pranzo che oggi sarà consegnato agli alunni delle scuole di Borghetto a causa del braccio di ferro in corso tra le otto dipendenti della mensa scolastica e il loro datore di lavoro, la JD Service, che da febbraio non paga gli stipendi. Se fino a ieri il servizio era stato garantito (“per rispetto dei bambini e dei genitori” avevano spiegato le lavoratrici), questa mattina invece è scattata la protesta e il conseguente sciopero che potrebbe andare avanti ad oltranza.

Le lavoratrici infatti hanno spiegato che non intendono riprendere il servizio fino a quando non arriveranno i bonifici con gli stipendi. La scelta di scioperare è stata motivata così dalle dipendenti della JD Service (che cura il servizio mensa per tutti gli istituti scolastici di Borghetto, dalla materna all’istituto comprensivo, per un totale di 300 pasti al giorno): “Ieri abbiamo scritto una mail all’azienda per chiedere di poter vedere le ricevute dei bonifici visto che loro ci continuavano ad assicurare di averli fatti, ma dopo due ore di attesa non sono arrivati. A quel punto hanno trovato scuse dicendoci che c’erano stati dei disguidi in banca: ci siamo sentite prese in giro e quindi abbiamo deciso di incrociare le braccia”.

Il rischio è che lo sciopero proceda ad oltranza fino a quando i pagamenti non saranno sbloccati. Una situazione che, alla lunga, rischia di provacare un disagio notevole per chi usufruisce del servizio mensa, in particolare i bimbi più piccoli, ma anche i 25 anziani per i quali ogni giorno veniva preparato un pasto domiciliare, per i quali il panino non è certamente il cibo più indicato.

Anche i genitori iniziano ad essere preoccupati: una delegazione ha incontrato le lavoratrici della mensa per ascoltare le ragioni della protesta. “La condividiamo, ma siamo anche preoccupati per la situazione” hanno commentato davanti all’asilo di via Milano (dove c’è la cucina nella quale vengono preparati tutti i pasti.

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