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Intervista all’albenganese Adam Rossi, scrittore “istintivo”

"Stile Savonese" è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, curata da Maria Gramaglia

“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro.

– Andrea, dove ci vediamo?
– Al Piccolo Principe, va bene?
– Perfetto!

In effetti è il luogo ideale per vedersi con uno scrittore e parlare di lui e del suo ultimo libro. Un bar letterario, bello, che trasmette calore e ha il nome di una delle mie opere preferite.

È puntualissimo, malgrado ad Albenga ci sia poco parcheggio in questi giorni per l’affluenza a Fior d’Albenga. Ci sediamo in un tavolo all’angolo per chiacchierare in tranquillità.

Andrea Rossi, classe 1977, albenganese con uno spirito cosmopolita, si definisce uno scrittore “istintivo”, che non segue schemi. Niente di male, appena pubblicato, è il suo secondo romanzo, dopo l’esordio con Dimmi la verità (2014), entrambi editi da goWare, casa editrice fiorentina.

Io e Andrea abbiamo lavorato insieme anni fa. È un uomo che scopri un po’ alla volta. Gentilissimo, sorridente, ascolta molto e parla poco. Ha un aspetto un po’ spigoloso, che cela un carattere dolce e modi di fare molto piacevoli.

Avevo saputo che scriveva da colleghi comuni, allora abbiamo iniziato a scambiare qualche breve conversazione sul tema, sulle sue storie e su quelle che io avrei voluto scrivere e non scrivevo. E mi ha esortato a farlo più volte e le sue parole mi sono servite da sprono. Lui non lo sa, o meglio lo sta scoprendo ora, che il suo esempio e le sue parole mi hanno aiutato a scegliere ad un certo punto della mia vita.

Andrea firma i suoi romanzi con uno pseudonimo: Adam Rossi.

– Andrea, perché uno pseudonimo?
– Andrea Rossi si confonde tra mille altri in Italia. Adam Rossi è più particolare. Adam è un nome che mi è sempre piaciuto, è anglofono, benché io non sia esterofilo. Inoltre mi piace molto separare i romanzi, firmati con lo pseudonimo, dai racconti che pubblico, firmati con il mio nome anagrafico.

– I tuoi racconti parlano di te ….
– Infatti, per questo motivo li firmo con il vero nome. In quasi tutti i miei racconti ci sono i miei affetti, le mie emozioni, i miei ricordi. Sono intimi e spesso mi riguardano in prima persona.

– Invece i tuoi romanzi? C’è qualcosa di te anche in queste storie?
– Nei romanzi che ho scritto, Milano è un comune denominatore. Ho vissuto lì parecchi anni. Dopo la laurea (in ingegneria con specializzazione in networking, ndr) ho lavorato per una multinazionale con sede italiana a Milano. La amo e trovo che sia ideale per le storie che racconto. Non sono autobiografiche, ma pesco sempre dal mio vissuto o dalle persone che incontro per la genesi. Ad esempio in “Niente di male”, uno dei protagonisti fa uno stage di formazione a Londra e fatica ad integrarsi in una grande città che non è la sua, non parla la sua lingua e dove non ha figure di riferimento. Io ho vissuto questa esperienza diversi anni fa, quando l’azienda per cui lavoravo mi mandò per un periodo in California nella Silicon Valley. È stato un periodo bellissimo, ma difficile, soprattutto nei primi mesi, quando non conoscevo nessuno, faticavo a comprendere la lingua, sebbene la parlassi. Ma più il tempo passava, più mi innamoravo di quel posto e delle persone, con le quali ho instaurato solidi rapporti di amicizia che continuano malgrado il tempo che passa e la distanza che ci separa.

– “Niente di male”. Perché?
– Nel titolo c’è il significato, la morale della storia, anzi delle storie, perché sono due e sono parallele anche se vissute in decenni e luoghi diversi. A Milano, nel 2014, Lisa, giovane per nulla entusiasta della vita, vive e soprattutto si sente “sola”. Nel 1989, a Londra, un giovane soprannominato Garibaldi, sta svolgendo uno stage professionale. Solitari e diffidenti, entrambi creano legami con i propri vicini di casa. Storie di giovani che, tra un omicidio e diversi colpi di scena, sveleranno nel finale cos’hanno in comune.

– Il romanzo è imperniato sulla solitudine delle persone…
– Sì, affronto il tema della solitudine perché è un problema sociale, che nasce dalla difficoltà di comunicare, dalla paura di farsi coinvolgere dagli altri, dalle vite degli altri, dai problemi degli altri, e così facendo si negano anche le gioie della condivisione e della relazione. In qualche modo le vite di chi incrociamo o che sfioriamo appena, possono essere influenzate o toccate dalle nostre azioni. A volte basta bussare alla porta accanto per cambiare la vita di qualcuno. O la propria.

– Per la realizzazione delle tue opere e per la promozione, coinvolgi amici e amiche. Racconta!
– Le copertine dei miei libri sono disegnate da un’eccezionale artista albenganese: Stefania Fatta. Con la sua matita sa interpretare alla perfezione l’anima dei miei personaggi. Per la presentazione di “Dimmi la verità” aveva anche creato e presentato una mini collezione di abiti ispirati al romanzo. Jonathan Hart ha contribuito a rendere più autentico il lato british del romanzo. Chiara Bosisio è bravissima con la macchina fotografica e ha collaborato nella realizzazione del booktrailer, così come Andrea Celeste, che ha prestato la sua musica e la sua stupenda voce per la colonna sonora.

Lieve e discreta, c’è anche l’espressione di un sentimento e un legame forte: i romanzi sono dedicati al papà, Augusto Rossi.

“Dimmi la verità” e “Niente di male”, di Adam Rossi, goWare casa editrice, sono acquistabili online sia in versione ebook che in versione stampata. I racconti di Andrea Rossi sono pubblicati sulla rivista online “Dailystorm”.

“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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