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Gli auguri di Pasqua del vescovo Borghetti: “Preghiera in famiglia, mezzo privilegiato”

Non mancano riferimenti alla strage di civili in Siria, ai fatti di Stoccolma e al duplice attacco alle chiese cristiano-copte in Egitto

Albenga. “La preghiera in famiglia è un mezzo privilegiato per esprimere e rafforzare quella fede pasquale che è il perno della nostra vita di discepoli di Cristo. Cristo è risorto come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera”. E’ uno dei passaggi del messaggio augurale del vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia Guglielmo Borghetti in occasione della Santa Pasqua.

E non manca un passaggio ai recenti fatti di attualità: “Lo sconcerto destato dalla recente ennesima strage di bambini e civili uccisi in Siria da gas tossici, i fatti inquietanti di Stoccolma, il duplice attacco alle chiese cristiano-copte in Egitto e dalle guerre dimenticate che perdurano, rinnovano la consapevolezza della necessità di una cultura della vita e della pace che si radichino profondamente nelle coscienze individuali e nella coscienza collettiva”.

Ma per Borghetti “la famiglia è l’indispensabile crogiolo attraverso il quale i coniugi, genitori e figli, fratelli e sorelle imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato e dove gli attriti o addirittura i conflitti devono essere superati non con la forza, ma con il dialogo, il rispetto, la ricerca del bene e dell’altro, la misericordia e il perdono”.

“Dall’interno della famiglia la gioia dell’amore si propaga nel mondo e si irradia in tutta la società. D’altronde, un’etica di fraternità e di coesistenza pacifica tra le persone e tra i popoli non può basarsi sulla logica della paura, della violenza e della chiusura, ma sulla responsabilità, sul rispetto e sul dialogo sincero”.

“Affidandovi a Maria, Donna del terzo giorno, Donna della Pasqua, Regina della famiglia, con amore e affetto di Padre e Pastore invio la mia benedizione a tutte le famiglie della Diocesi, in particolare a quelle che soffrono per problemi di malattia, di mancanza di lavoro, di situazioni di fatica negli affetti. A tutti dico: riscoprite la gioia nella preghiera”.

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