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Festa di Liberazione a Cengio, i partigiani raccontano la Resistenza agli alunni delle medie

Franco Xibilia richiederà l'intitolazione di una via, una lapide, un monumento, un luogo pubblico ad Aurelio Ranuschio detto "Freccia"

Cengio. Si sono tenute venerdì 21 aprile le celebrazioni per la festa della liberazione del 25 aprile nella scuola media di Cengio. La commemorazione è stata molto partecipata e ha visto gli allievi leggere alcuni brani tratti da “Per non dimenticare”, testimonianza della vita di Aurelio Ranuschio raccolta dalla nuora Carla Rossi Ranuschio; “Jena, vita da partigiano”, autobiografia di Narciso “Jena” Vignola”; “Nebbia sulla Pedaggera” di Gildo Milano.

Alla celebrazione hanno preso parte esponenti della Resistenza cengese e rappresentanti dell’Anpi, che hanno dato la loro testimonianza della lotta per la libertà. Alfio Minetti per l’Anpi ha sottolineato la centralità della Resistenza nell’Italia di oggi e nel contenuto della nostra Costituzione antifascista; i partigiani Ildo Ranuschio e Adriano Tardito hanno raccontato episodi significativi della Resistenza nelle Langhe nelle Brigate in cui militavano. Milani ha ricordato la figura della madre Olga Badano, staffetta partigiana tra Osiglia ed il Melogno, testimoniata pure da Adriano Tardito. Milvia Tardito ha testimoniato il suo ruolo di staffetta partigiana in un noto lungometraggio,

Infine, il professor Franco Xibilia ha confermato l’inizio di una procedura di richiesta di intitolazione di una via, una lapide, un monumento, un luogo pubblico ad Aurelio Ranuschio detto “Freccia” per aver salvato gli antifascisti cengesi e quindi portato, per l’intervento di una spia, nei luoghi di tortura liguri e tedeschi, dalla Casa dello Studente genovese in cui gli venne strappata la lingua e poi nel campo di sterminio di Uberlingen, “in cui si moriva saltando sulle mine”.

Alle 12 è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del nazifascismo.

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