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Ex Acna, il ministro Galletti: “Transazione per gli indennizzi”. Sopralluogo della commissione parlamentare

Interpellanza parlamentare sulla situazione ambientale nell'ex Acna di Cengio: chiesta soluzione definitiva per i risarcimenti

L’ex Acna di Cengio al centro della discussione parlamentare: ieri alla Camera dei Deputati dibattito dopo una interpellanza urgente presentata dal deputato piemontese Mariano Rabino, con al centro la procedura di infrazione europea e gli indennizzi per i comuni relativi al danno ambientale, che in passato hanno visto un forte contrasto tra Liguria e Piemonte.

Nell’occasione è stato annunciato anche che la commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti farà un sopralluogo a Cengio a maggio.

Tra l’altro, nei mesi scorsi, in particolare alla fine del 2016, erano stati avvertiti forti miasmi nei pressi dello stabilimento, così i vertici aziendali avevano intrapreso nuove e diverse metodologie operative per la bonifica.

La commissione d’inchiesta parlamentare dovrà, quindi, valutare lo status della bonifica e l’aspetto della sicurezza ambientale per l’ex Acna di Cengio.

Nel testo dell’interpellanza il deputato piemontese ha chiesto quale sia lo stato della procedura di infrazione n. 2009/4426 aperta dall’Unione europea e se si è arrivati ad una conclusione in merito all’indennizzo per i comuni coinvolti; inoltre, si è chiesto se il Ministro sia al corrente del rischio di sversamenti inquinanti conseguenti all’alluvione del novembre 2016 che ha interessato la Val Bormida e lo stesso comune di Cengio.

Il ministro Gian Luca Galletti ha risposto: “Per quanto riguarda lo stato della procedura di infrazione sulla bonifica dell’ex Acna di Cengio, attualmente si è nella fase di parere motivato complementare. Si è raggiunta una sostanziale condivisione da parte dell’Unione nel procedere ad una valutazione degli impatti ambientali del complessivo progetto di messa in sicurezza permanente dell’area, tanto nella parte già realizzata, quanto in quella in corso di completamento. Attualmente è in corso la definizione delle fasi e dei tempi in cui dovrebbe articolarsi il procedimento. Tale procedura sarebbe proceduta da una fase di scoping, finalizzata a individuare, preliminarmente e con adeguata precisione, i contenuti e le modalità di elaborazione dello studio di impatto ambientale necessario per l’avvio formale del procedimento che potrebbe verosimilmente concludersi entro la fine del 2018”.

“Il ministro dell’ambiente sta procedendo all’acquisizione, presso gli enti competenti, di tutte le informazioni tecniche necessarie a supportare l’iter di valutazione di impatto ambientale. Per quanto concerne, invece, l’alluvione del novembre 2016, l’ARPAL Liguria ha effettuato un sopralluogo per verificare il sistema di messa in sicurezza attuato nelle aree dello stabilimento. Gli esiti di tale sopralluogo hanno evidenziato che l’evento alluvionale ha determinato un innalzamento dei livelli del fiume Bormida tali da sormontare alcune aree dello stabilimento, raggiungendo quote dell’ordine del metro e provocando, mediante fenomeni di erosione, danni all’area in questione. Al riguardo il Ministero ha chiesto alla società Syndial SpA, attuale proprietario e gestore dell’area, di procedere al ripristino dei luoghi. La società ha da subito attivato le necessarie misure”.

Acna Cengio

“Infine, nell’ambito delle proprie competenze in materia di risarcimento del danno ambientale, il Ministero ha attivato un tavolo tecnico finalizzato a verificare la possibilità di giungere a un accordo transattivo con la società Syndial SpA, sulla quale attualmente pende un giudizio relativo al danno ambientale. A tal fine si sono tenuti numerosi incontri tecnici che hanno visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati al fine di pervenire ad una posizione condivisa”.

La riposta del deputato Rabino: “Si riscontrano molti inquinanti tipici anche esterni al sito, con valori enormemente superiore ai limiti di legge: per esempio, per il cloro benzene si arriva fino a 17.000 microgrammi/litro contro il limite di 40, e questi sono valori certificati da ARPAL Liguria. Quindi, la bonifica è ben lontana dall’essere finita. In secondo luogo, non è ammissibile una gestione unilaterale della bonifica di un sito di confine le cui emissioni e conseguenze sono al 100 per cento sul Piemonte che, però, è tagliato fuori perché sembra che tutto verta sulla Liguria. Questa vicenda necessita davvero di un controllo congiunto”.

Quanto ai risarcimenti per il danno ambientale: “Tutti i comuni e i territori interessati devono essere attori primari nella transazione in corso, mettendo fine ad un secolo di guasti all’ambiente e alla salute”.

E intanto, in vista dell’ispezione della commissione, è previsto un incontro tra i parlamentari liguri e piemontesi.

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