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Emergenza profughi, il vescovo Borghetti: “Per l’accoglienza operiamo in sintonia con i comuni e i cittadini”

Albenga. Torna sul caso dei profughi, dell’emergenza migranti e delle problematiche dell’accoglienza il vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti. Dalla Curia albenganese sono arrivate, infatti, alcune precisazioni riguardo all’accoglienza dei profughi, anche per sgombrare il campo da polemiche e “cattive interpretazioni”.

“Da tempo tutte le Diocesi sono impegnate ad offrire spazi residenziali e nel prestare assistenza affiancandosi ad altri organismi e gruppi di volontariato per coprire l’emergenza, nella speranza che questi nostri fratelli possano avere assicurato un futuro migliore nella loro terra”.

“Ci sono dei passaggi burocratici ben definiti che dobbiamo rispettare. La Prefettura di Imperia, così come quella di Savona, ci chiede se vi sono locali disponibili per poter ospitare i migranti. Una volta individuati la Prefettura visita con i suoi funzionari i locali e, se li ritiene idonei, a quel punto si apre un tavolo di confronto con le amministrazioni comunali”.

“La Diocesi è attenta anche alle sensibilità degli abitanti e degli amministratori. Il confronto tra le parti è sempre opportuno e se da esito positivo, le Prefetture affidano ad un ente gestore da loro individuato (cooperative) i locali messi a disposizione”.

E ancora: “L’’Ente Diocesi stipula contratto d’affitto o comodato d’uso gratuito con l’ente gestore, ad oggi l’Ente Diocesi ha stipulato solo comodati d’uso gratuiti (vedi strutture di Peagna e Campochiesa)”.

“In alcune Parrocchie (Lucinasco, Vasia, Verezzi, Piani) dove i profughi sono stati accolti, l’Ente Parrocchia, da distinguersi dall’Ente Diocesi, ha stipulato un contratto d’affitto a prezzi inferiori a quelli di mercato; il ricavato rimane alla Parrocchia per far fronte agli impegni di manutenzione delle strutture messe a disposizione e per interventi caritativi a favore di famiglie del territorio. Le Parrocchie di San Bartolomeo di Andora e Stellanello San Lorenzo, al momento, hanno messo a disposizione locali con comodato d’uso gratuito”.

“Ad oggi sono ospitati nelle strutture messe a disposizione dall’Ente Diocesi e dagli Enti Parrocchie circa 150 profughi. Il convento di Sant’Agostino in Loano non è un bene della Diocesi, appartiene all’Ordine degli Agostiniani che ha legittimamente ritenuto opportuno darlo in gestione al CEIS di Genova, in sintonia con l’amministrazione comunale e le comunità parrocchiali”.

“E’ in corso l’accoglienza in alcuni ambienti della Diocesi di famiglie italiane. Al momento è stata data abitazione a tre famiglie ad Imperia, Albenga, Leca e si sta arrivando a consegnare altre abitazioni ad Onzo e a Pogli; tutto questo ovviamente in comodato d’uso gratuito”.

Ecco il Messaggio dei Vescovi Liguri per l’accoglienza dei profughi 22 giugno 2015:
“Siamo consapevoli che l’attuale situazione è complessa e che ci sono responsabilità di portata planetaria; ma siamo anche convinti che atteggiamenti ispirati dalla paura e dal pensare solo a se stessi non favoriscono la soluzione del problema. Anzi, l’aggravano perché costruiscono muri anziché ponti”.

Commenti

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  1. Scritto da hadrianus

    Mi chiedo:
    1) a quanti senza casa,sfrattati,disoccupati con famiglia e magari con qualche disabile a carico, avete dato accoglienza;
    2) quantri sono gli immigrati accolti nelle vs. sedi,seminari,coventi,parrocchie e simili;
    3)una volta sistemati questi profughi-immigrati-clandestini ( provenienti da dove ? ) gli altri che arriveranno ( perchè così sarà ) dove li mettiamo ?.