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Delicate, leggere ed eleganti, come ballerine felici

"Stile Savonese" è la nuova rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, curata da Maria Gramaglia

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“Stile Savonese” è la nuova rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro.

“Sono nata in riva al mare. La prima idea del movimento e della danza mi è venuta di sicuro al ritmo delle onde.” (Cit. Isadora Duncan)

Come tante bambine, anch’io ho sognato di essere una ballerina, una stella della danza e di far parte di quel mondo rigoroso fatto sì di duro lavoro quotidiano, ma anche di eleganza e delicatezza.

Per me la danza è rimasta un sogno e una passione, che negli anni ha visto cambiare stili e generi. Prima la danza classica, poi quella jazz, per arrivare al latino americano e al tango. Io non so ballare niente, purtroppo, ma ammiro chi si dedica al ballo, anche a livello amatoriale. Chi balla ha un’aria più felice, secondo me. Il ballo è più di un divertimento o uno sport. È cultura e addirittura un metodo di cura. È il caso del Tango Argentino, ad esempio, definito nel 2009 dall’UNESCO “Un Bene Culturale Immateriale” facendolo così diventare patrimonio dell’Umanità. Alcune ricerche condotte in tutto il mondo hanno dimostrato che questo ballo, che rappresenta il popolo argentino, ha funzioni terapeutiche per la cura di persone con malattie che coinvolgono il corpo e la mente, migliorando la qualità della loro vita.

Il ballo è anche moda, per gli abiti e gli accessori, diversi a seconda dello stile e del genere, che ispirano da sempre designer e stilisti. D’istino io associo la danza al tulle, delicato e leggero come un sogno. Ho sempre in mente l’immagine di Marilyn Monroe seduta con l’abito da ballerina bianco, in una foto molto famosa scattata negli anni 50. È favolosa.

La bella notizia, per le appassionate , è che il tulle è uno dei tessuti che va per la maggiore questa primavera e per me è un vero piacere vederne così tanto in tutte le vetrine. Rosa, nero, giallo, azzurro, nei colori pastello, ma anche in tinte forti, il morbido tulle lo troviamo proprio ovunque. Romantico e femminile nelle nuance più chiare, regala un’aria subito più seducente in nero, da osare sempre con moderazione, per non sembrare delle bomboniere. Non fanno paura le trasparenze, perché veli, balze e volant li accostiamo a tessuti più coprenti. Sopra o sotto, il tulle è protagonista e l’impalpabile vedo-non-vedo è una vera tentazione.

Nei toni del carta da zucchero, misurato, senza eccessi e per questo molto elegante, l’abito visto a Ceriale. Con una lunghezza che arriva appena sotto il ginocchio, un semplice tubino con scollo all’americana, è completamente sovrapposto da voile tono su tono, con una leggera arricciatura nel girocollo, mentre la gonna è ampia e svolazzante, proprio come un altro celebre abito di Marilyn: quello indossato nel film Quando la moglie è in vacanza. La cintura in stoffa con fiocco color argento dona un ulteriore tocco di raffinatezza. Di sicuro effetto per una cerimonia. Per questo splendido abito sono perfetti i sandali color argento, in tinta con la cintura, con tacco alto e sottile plateau, leggermente accollati e chiusi dalle stringhe, visti a Finale Ligure. Anche per ballare il tango e per illuminare il nostro guardaroba primavera estate. I riflessi lunari accendono anche il quotidiano, per un casual dall’effetto deluxe.

Non c’è solo il tulle a rappresentare il ballo. Di ispirazione Charleston la morbidissima maglia smanicata in seta e viscosa, con lunghe frange nei toni che vanno dal rosa carico, al cipria al bianco, vista a Finale Ligure. Bellissima!

La danza ha comunque tante sfumature e tante espressioni. Recentemente ho sentito parlare della biodanza. Incuriosita, ho contattato un insegnante che in zona si dedica a questa disciplina con la compagna. Mi ha spiegato che il nome Biodanza nasce dall’unione del termine greco Bios, vita, e Danza: Danza della Vita, cioè la capacità di scoprire o riscoprire la grazia naturale dei movimenti del corpo, essere più comunicativi, più fiduciosi verso noi stessi e verso la vita.

La biodanza favorisce lo sviluppo armonioso e integrato delle potenzialità umane (vitalità, sessualità, creatività, effettività e trascendenza) attraverso esercizi che associano musica, emozione e movimento. È quindi un percorso di crescita che ci permette di scoprire il piacere della naturalezza, dell’integrazione, del talento e delle nostre migliori qualità. Non ha passi codificati, né giudizio, né performance e segue uno schema inverso rispetto alle altre discipline: il messaggio parte dal corpo e arriva al cervello.

D’altra parte, muovere il corpo seguendo il ritmo della musica è uno dei riflessi più istintivi che ci siano per l’essere umano. Anche un bimbo di pochi mesi inizia a muoversi e a sorridere all’ascolto di musica piacevole e allegra. Quindi? Non importa l’indirizzo, lo stile, il genere: ballare fa bene, e non dovremmo mai perdere occasione!

“La danza è l’eterno risorgere del sole” (Cit. Isabella Duncan)

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