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Cinema, al NuovoFilmStudio di Savona “L’altro volto della speranza”

Savona. “L’altro volto della speranza” (Toivon Tuolla Puolen), di Aki Kaurismäki, con Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Kati Outinen, realizzato in Finlandia nel 2017, durata 98′ sarà sul grande schermo del NuovoFilmStudio di Savona.

Ecco la programmazione:
ven 7 aprile (18.00 – 21.15)
sab 8 aprile (17.30 – 20.30 – 22.30)
dom 9 aprile (15.30 – 17.30 – 20.30 – 22.30)
lun 10 aprile (15.30 – 20.30)
mar 11 aprile (15.30 – 20.30)
mer 12 aprile (21.15)

Michèle è una di quelle donne che niente sembra poter turbare. A capo di una grande società di videogiochi, gestisce gli affari come le sue relazioni sentimentali: con il pugno di ferro. Ma la sua vita cambia improvvisamente quando viene aggredita in casa da un misterioso sconosciuto. Imperturbabile, Michèle cerca di rintracciarlo. Una volta trovato, tra loro si stabilisce uno strano gioco. Un gioco che potrebbe sfuggire loro di mano da un momento all’altro…

Dopo dieci anni dWilkström, un commesso viaggiatore che vende cravatte e camicie da uomo, punta su una partita di poker per cambiare vita. Dopo aver vinto, molla tutto e apre il ristorante “La Pinta Dorata” in un angolo remoto della città. Khaled, un giovane rifugiato siriano imbarcato clandestino su una nave da carico, si ritrova a Helsinki quasi per caso. I loro destini si incrociano quando Wilkström trova Khaled addormentato nel cortile fuori dal suo locale. Insieme alla cameriera del ristorante, allo chef, al direttore di sala e a un cane, i due uomini, forse, riusciranno a trovare ciò che cercano…

L’ultimo erede di Chaplin, e probabilmente l’unico, è nato in Finlandia, si chiama Aki Kaurismäki e fa un film ogni 2-3 anni, catturando ogni volta un pezzetto del nostro presente in forma di fiaba comica, anche quando maneggia temi tragici. Nel suo nuovo lavoro, ancora più che nel precedente “Miracolo a Le Havre”, lo scontro tra cronaca e fiaba emoziona e fa pensare. “L’altro volto della speranza” continua il discorso sull’immigrazione già affrontato nell’excursus francofono, ma con una maggiore attenzione a ciò che accade nel mondo reale: Khaled proviene infatti dalla Siria, la cui situazione difficilissima continua a generare dibattiti in tutta la società occidentale. Dall’altro lato della storia c’è il mondo tipico di Aki, popolato da volti, nomi e situazioni ricorrenti, in primis il grande ritorno di Sakari Kuosmanen, assente dai tempi de “L’uomo senza passato”, e l’immancabile presenza della musa Kati Outinen. “L’altro volto della speranza” è una storia di puro umanesimo.

Nel film non c’è mai una predica, una tirata moralista o il rischio del manicheismo. C’è solamente uno sguardo illuminante, capace di mostrare come le cose possano essere modificate con una risata un po’ malinconica o l’improvvisa irruzione di un colpo d’ala surreale. C’è la poesia di un autore che continua a possedere il segreto di una grazia contagiosa, quella di un cinema capace di raccontare la realtà senza abdicare ai sogni.

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