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Ceriale, i profughi ottengono la residenza, Giordano: “Ma ci si dimentica degli italiani in difficoltà”

“Da oggi profughi sono ufficialmente residenti a Ceriale. Ora però cosa faranno, visto che non possono essere impiegati in lavori socialmente utili?"

Ceriale. “Va bene dare la residenza ai richiedenti asilo. Ma cerchiamo di non dimenticare gli italiani in difficoltà che vivono sul nostro territorio”. A dirlo è il capogruppo della lista di minoranza “Voi” di Ceriale, Luigi Giordano, a proposito della consegna di 22 carte di identità (e della relativa certificazione di residenza) ad altrettanti profughi attualmente ospitati a Peagna.

Il sindaco Ennio Fazio non ha nascosto le proprie perplessità: “Come amministrazione comunale rispondiamo ai dispositivi di legge e a quanto è stato stabilito in sede di Prefettura in merito all’accoglienza dei migranti. La procedura sarà effettuata dall’ufficiale di Stato Civile, tuttavia non posso rimarcare i miei dubbi da sindaco e cittadino sulle modalità e la semplicità delle richieste di asilo, senza verifiche e controlli accurati sui profughi che arrivano nel nostro territorio”.

Dal canto suo, Giordano pone l’accento su altre questioni: “Da oggi questi profughi sono ufficialmente residenti a Ceriale. Ora, però, cosa faranno? Noi avevamo proposto che venissero impiegati in lavori socialmente utili, in maniera da tenerli impegnati con attività al servizio della comunità e anche permettere loro di ‘ricambiare’ l’ospitalità ricevuta. Ci è stato detto che questa possibilità al momento è esclusa. Quindi i nuovi ‘concittadini’ continueranno a non avere nulla da fare. Passeranno tutto il giorno con le mani in mano”.

Al di là di questo aspetto, Giordano ritiene che sussista una sorta di “disparità di trattamento” tra i richiedenti asilo e gli italiani in difficoltà: “Tutti i paesi che ospitano profughi ospitano anche persone (cittadini italiani) che vivono in situazioni di grave povertà. A Ceriale ne abbiamo due, costretti a dormire in macchina per le enormi difficoltà economiche con le quali stanno facendo i conti. Ora, queste persone non possono essere aiutate dai servizi sociali del Comune in quanto non sono residenti a Ceriale. E non possono richiedere la residenza a Ceriale perché non hanno una casa in cui trasferire la residenza. Un evidente cortocircuito che non permette loro di uscire dalla drammatica situazione che stanno vivendo”.

“Il rischio è quello di diventare ‘razzisti al contrario’ – conclude Giordano – Vengono favoriti i richiedenti asilo (che ovviamente vanno aiutati in ogni modo possibile) e vengono discriminati i nostri concittadini in difficoltà”.

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