IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Caso Asl, la Rsu: “Regole del Fad decise dall’azienda, non c’è stato nessun illecito”

E minacciano azioni legali contro le due dipendenti: "Non esiste alcuna chat sindacale"

Più informazioni su

Savona. “Non è stato commesso alcun illecito né alcun atto corruttivo, semmai chi ha divulgato le risposte l’ha fatto a proprio danno”. Così la Rsu dell’azienda sanitaria savonese commenta quando accaduto negli ultimi giorni in merito ai test sui test Fad sostenuti dai dipendenti per poter passare di fascia ed avere così un aumento di stipendio.

Qualche giorno fa due dipendenti che non hanno passato il test hanno segnalato all’azienda che su una “chat sindacale” sarebbero state diffuse le risposte corrette da utilizzare durante lo svolgimento. Un comportamento ritenuto illegittimo di cui le due avrebbero deciso di non avvalersi. A quel punto l’azienda ha sospeso la pratica in attesa di approfondire l’accaduto. Questa mattina il sindacato Nursing Up ha accusato a sua volta l’Asl di non aver imposto alcuna regola per lo svolgimento, permettendo e “avallando” di fatto quanto accaduto (il test si poteva fare ovunque, in qualsiasi momento, anche in gruppo ed avvalendosi di qualsiasi strumento potesse essere d’aiuto).

Una differenza di vedute che a Savona ha creato un vero e proprio “caso”, sul quale ora interviene la Rsu. Che mette sul banco degli imputati le due dipendenti. “Come ormai divulgato da mesi, in mille sedi, con la legislazione attuale (Brunetta docet), i lavoratori del pubblico impiego possono ottenere avanzamenti economici, ad esclusione dei rinnovi di contratto nazionale (!!!???), solo attraverso selezioni basate su criteri esclusivi (che escludono parte dei lavoratori). Dopo numerose trattative sui passaggi di fascia economica, con estenuanti discussioni sui criteri da utilizzare, la Direzione ha avanzato alla rappresentanza sindacale la proposta di utilizzare un Corso FAD come criterio selettivo, proposta che è stata accettata per il motivo che, applicando la scheda di Valutazione Individuale della Performance, strumento utilizzato da altre ASL, i tempi di corresponsione degli aumenti economici sarebbero stati biblici. Le regole, le procedure e le modalità del FAD sono state decise, organizzate e avviate dalla Direzione stessa“.

“I corsi FAD, tutti – spiegano dalla Rsu – sono organizzati in modo che si apprenda l’argomento trattato, i test finali prevedono la possibilità di essere ripetuti fino a conferma che lo studente abbia davvero compreso le nozioni prima della valutazione conclusiva. Inoltre è possibile eseguire il test consultando le slide con le spiegazioni degli argomenti trattati. E’ prevista anche la possibilità di svolgere il FAD insieme con altri partecipanti, in questo caso ci si può aiutare nello svolgimento del test finale. Nella fattispecie, trattandosi di selezione per attribuire la fascia economica, il test finale deve essere concluso al primo tentativo, ma ciò non prevede divieti a svolgere il test stesso con l’aiuto di colleghi o utilizzando testi informativi”.

“E’ quindi bene chiarire – precisa la Rsu – che non è stato commesso alcun illecito, né alcun atto corruttivo, tantomeno si può parlare di concussione, semmai chi ha divulgato le risposte l’ha fatto a proprio danno in quanto potrebbe aver aiutato un collega a superarlo nella graduatoria finale. Si tratta comunque di un atto di solidarietà a sostegno di chi, anche a fronte di semplici quesiti, avrebbe trovato difficoltà, dal punto di vista della metodica informatica, non a tutti di uso comune, o della complessità degli argomenti. Ma questo sistema basato su di un grado elevato di organizzazione sociale, al contrario esalta l’individuo relegando la solidarietà al campo delle parole”.

Insomma, stando a quanto raccontano anche alcuni dipendenti Asl, in pratica di fronte a un meccanismo percepito come ingiusto (uno ‘scatto’ di stipendio, atteso da 10 anni, dato non in base all’anzianità o al merito ma a un test informatico) si sarebbe messa in moto tra gli stessi dipendenti una “macchina della solidarietà” che permettesse a tutti di svolgere il test e passarlo, possibilmente con il massimo punteggio. Un modo per aiutare chi aveva più difficoltà con i computer e, contemporaneamente, far sì che di fronte a molti punteggi uguali a prevalere fosse davvero il criterio dell’anzianità. Da qui la diffusione di istruzioni e risposte, forti anche del fatto (come spiegato dai sindacati) che non esistesse alcun vincolo ad impedirne l’uso.

Ma la Rsu mette nel mirino anche la presunta “chat sindacale” nella quale sarebbero state presentate le risposte: “Non ci risulta esista alcuna ‘chat con logo sindacale’ nella quale siano state presentate le risposte, su questo punto della segnalazione, che riteniamo particolarmente diffamante, valuteremo quali azioni intraprendere”.

“In conclusione, non sussistendo impedimenti oggettivi, noi chiediamo alla Direzione dell’ASL 2 di confermare la prosecuzione del percorso deciso in trattativa, arrivando alla fine del Corso FAD e conseguentemente alla definizione della graduatoria, così da permettere la corresponsione della fascia economica, a tutti i lavoratori che ne hanno titolo, nei tempi previsti. Invitiamo pertanto tutti i colleghi, che ancora non avessero svolto il corso, a concluderlo” concludono.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.