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Carcare, gli studenti del Calasanzio tornano dall’Erasmus+ in Polonia: “Abbiamo riscoperto cos’è l’Europa” foto

Nel corso del progetto i giovani hanno immaginato nuove destinazioni d'uso per gli edifici dismessi della Valbormida

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Carcare. Un ritorno carico di entusiasmo è stato quello dei quindici liceali calasanziani, rientrati in Italia venerdì scorso (24 marzo) dalla loro esperienza in Polonia.

Una settimana intera trascorsa a condividere idee, esperienze, progetti insieme a giovani provenienti da Norvegia, Polonia, Germania, Repubblica Ceca che, come gli studenti carcaresi, hanno aderito a Erasmus+, il programma europeo per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Un’esperienza che ha lasciato in loro un arricchimento personale fondamentale nel processo di crescita di un qualunque ragazzo, oltre che rientrare nelle modalità di alternanza scuola – lavoro, proposte dal liceo Calasanzio di Carcare ai suoi studenti.

Altrettanto soddisfatte le insegnanti che li hanno accompagnati, le professoresse Paola Cuneo, Mariarosa Simonassi, Dasa Timkova che commentano: “I ragazzi sono arrivati preparati al viaggio in Polonia, nel piccolo paese di Krzyzowa, dove siamo stati ospitati in un centro internazionale per incontri e convegni sulla pace, che ospita scolaresche e gruppi provenienti da tutto il mondo. Era la proprietà di James von Moltke, fondatore della Kreisauer kreis, un’organizzazione antinazista, che appoggiò l’operazione Valchiria e fu in seguito fucilato. Infatti, i quindici liceali si sono incontrati settimanalmente dal mese di novembre per lavorare ad un progetto su architettura e sostenibilità. Hanno scelto alcuni edifici dismessi della Val Bormida, e hanno immaginato per loro una nuova destinazione d’uso. I lavori dei partecipanti delle rispettive nazionalità sono stati poi confrontati, uniti e ultimati in team internazionali durante la settimana in Polonia”.

Aggiungono i giovani protagonisti dell’esperienza: “Ci siamo immersi in un ambiente sereno e stimolante. L’esperienza però non si è conclusa con il ritorno in Italia, ma ciascuno di noi ha intenzione di mantenere i contatti con chi ha conosciuto in questo viaggio. L’opportunità non è stata solo quella di poter conoscere nuove abitudini, culture e persone di altre nazioni, ma anche quella di conoscersi meglio gli uni con gli altri, di fare amicizia durante l’anno e di sentirsi parte di un qualcosa di pulito, fresco e giovane. E’ stato sufficiente riunire un centinaio di ragazzi a Krzyzowa per abbattere qualsiasi barriera e riscoprire il vero significato di Europa”.

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