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Azzardo, ok della Regione alla proroga di un anno: “Lavoro salvo”, “Una vergogna”

As.tro: "A rischio migliaia di lavoratori". Lega: "Non permetteremo si perdano posti di lavoro". M5S: "Una delle pagine più brutte"

Liguria. Il consiglio regionale della Liguria ha approvato l’emendamento che introduce una proroga all’entrata in vigore della legge sul gioco d’azzardo. Un provvedimento atteso che ora concede agli operatori del settore una boccata di ossigeno di un anno. “L’intervento da parte dell’amministrazione regionale – evidenzia Raffaele Fasuolo, responsabile regionale di As.tro-Assotrattenimento (il presidente è Massimiliano Pucci, il vice è Lorenzo Verona) – era atteso e auspicato. La nostra associazione si è impegnata in prima persona affinché l”argomento venisse dibattuto. Non è un mistero che la nostra associazione si sia sempre occupata di sensibilizzare la politica in una vicenda che da tempo richiede maggiore impegno da parte delle istituzioni”.

“Senza proroga – spiega – il rischio sarebbe stato quello che a maggio le aziende avrebbero dovuto licenziare migliaia di persone. E’ stato aperto un tavolo di confronto che ha consentito di raggiungere un obiettivo che rischiava viceversa di pesare sulla categoria”. E nel primo pomeriggio è arrivata la proroga di un anno della legge regionale sul gioco d’azzardo per le licenze di slot e vlt negli esercizi commerciali. La proroga è stata inserita come emendamento all’interno di una norma di tipo urbanistico.

Il provvedimento, già da tempo annunciato e atteso, ha scatenato reazioni contrastanti. “Il colpo di mano del centrodestra sulle slot-machine alla fine è andato a segno – è la critica del Pd – In poche ore la Giunta Toti ha spazzato via anni di lavoro contro la ludopatia. Questa proroga, come abbiamo detto più volte, non aiuta bar e tabacchini, perché sposta solo il problema a dopo le elezioni, senza prevedere alcun percorso di inclusione e aiuto come proposto dal Pd. Il voto di questa mattina è uno schiaffo alle tante persone rovinate dal gioco e ai Sert e alle associazioni, che ogni giorno lavorano sul territorio”.

“Oggi è stata scritta una delle pagine più brutte di questa legislatura – tuona il MoVimento 5 Stelle – Con il voto a favore della maggioranza all’emendamento vergogna, nascosto da Toti tra le pieghe di una legge sull’urbanistica, si è compiuta una grave forzatura istituzionale illegittima e anti-democratica, la cui sostanza è ancora più grave della forma. Avevamo già sollecitato la Giunta Toti nell’ottobre 2015 a prendere iniziative forti e coraggiose di contrasto al gioco d’azzardo patologico. In un anno e mezzo non è stato fatto nulla, e oggi, messi alle corde, tirano fuori la subdola carta del ricatto occupazionale: il lavoro contro la salute; gli esercenti contro le associazioni no slot. Una guerra creata ad arte, per mere ragioni elettorali, alla vigilia delle amministrative”.

“La legge regionale è in vigore dal 2012. Perché, allora, nessuno dell’attuale maggioranza ha dato un reale e concreto impulso per migliorare la legge, quando ancora si era in tempo? – si chiede il M5S – Allora andava bene a tutti così com’era? Come è possibile arrivare a contrapporre salute e lavoro con queste condizioni? La Giunta Toti, ad oggi, su questo tema non ha fatto nulla. Dal 2012 gli esercenti hanno avuto cinque anni di tempo per mettersi in regola. Non saranno certo 12 mesi di tempo in più a risolvere le cose. La vecchia politica doveva intervenire prima, lavorando per trovare situazioni condivise e partecipate. È sotto gli occhi di tutti il totale fallimento di questa classe politica sul tema dell’azzardo. Il MoVimento 5 Stelle ha presentato due emendamenti, riuscendo a farsi approvare l’avvio, entro aprile, di un tavolo di lavoro sull’azzardo, in grado di affrontare in modo serio e definitivo questa piaga sociale del nostro tempo. Sulla moratoria, invece, Toti ha tirato dritto sulla propria strada, senza ascoltare niente e nessuno, dimostrando un opportunismo politico inaccettabile su temi così seri e preoccupanti”.

“Oggi in Aula, durante la discussione sul Ddl, abbiamo ribadito il nostro no al gioco d’azzardo. No a qualunque proroga. E no, soprattutto, a colpi di mano, a emendamenti farsa e a metodi anti-democratici e taglia-dissenso. Non è così, con queste forzature illegittime e fuori contesto, che si affronta un tema delicatissimo, e per anni ignorato, come quello del gioco e della ludopatia, che affligge circa 25mila liguri. Se davvero esiste la volontà di risolvere la piaga sociale e sanitaria dell’azzardo, nel rispetto dei lavoratori, bisogna ripensare l’intero modello economico di cui il gioco si alimenta, con le conseguenze drammatiche che sono sotto gli occhi di tutti. Non servono proroghe placebo, bisogna ragionare su un orizzonte di medio e lungo periodo e liberare le risorse economiche incastrate nel circolo vizioso delle macchinette. Bisogna avere il coraggio di recuperare queste risorse e riversarle sull’economia reale, sui beni di prima necessità, sulle vere esigenze dei cittadini. Dirottiamo il modello di spesa delle persone sull’economia reale e avremo riequilibrato anche l’aspetto occupazionale. Con l’azzardo non si scherza” concludono dal M5S.

Favorevole, invece, Alessandro Piana della Lega Nord. “Fino al 2003 – spiega il capogruppo regionale – in Italia esistevano circa 800mila videopoker sostanzialmente illegali o comunque sconosciuti al fisco, con conseguenti violazioni normative e danni erariali notevoli. Successivamente, è stato istituito il circuito legale del gioco proprio per sconfiggere l’offerta incontrollata. Oggi sul nostro territorio non abbiamo neanche 2500 autorizzazioni, 1500 delle quali appartengono a ditte individuali ed oltre 900 a società. Si tratta di piccoli imprenditori che hanno contratto mutui per i diritti concessori e che ancora oggi sostengono delle spese sugli investimenti effettuati. Accanto a loro ci sono i tabaccai e gli altri esercenti, i quali non abbassano le saracinesche anche grazie a questo tipo di attività. Insomma, lavoratori che, tra mille sacrifici per tasse, balzelli, costi di adeguamento dei sistemi, non possono vedere negati i loro diritti”.

“Il comparto degli esercenti è già messo a dura prova dalla crisi – riflette Piana – e se noi togliessimo, improvvisamente, anche le entrate derivanti dal gioco legale, sarebbe un grosso problema. Inutile fare grossa e grassa ipocrisia. Se Lotto, Gratta&Vinci ed altri giochi possono rientrare fra le attività a rischio ludopatia, non si capisce perché la sinistra abbia intrapreso una crociata proprio contro la moratoria per le slot in Liguria decisa dalla giunta Toti. Noi non permetteremo che si perdano posti di lavoro in questa regione. Allo stesso tempo vogliamo mettere in campo azioni per il contrasto attivo al Gioco d’Azzardo Patologico, anche se i dati obiettivi riferiscono che non sussiste un’emergenza in tal senso perché i malati a livello nazionale risultano alcune migliaia e le prese a carico dei pazienti dei Sert liguri dal 2011 al 2014 sono passate da 116 a 301 richieste. La proroga di appena un anno della legge, infatti, consentirà la necessaria apertura di un tavolo di confronto fra tutte le varie associazioni per prevenire i casi patologici e regolamentare al meglio il settore salvaguardando i legittimi diritti dei lavoratori e dei piccoli imprenditori, i quali non possono essere strozzati dalle lobby multinazionali delle slot e dallo Stato, che le appoggia per guadagnarci di più”.

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