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Allarme processionaria nelle scuole di Savona, mamme furiose: “Ritardo nella disinfestazione” foto

Due casi diversi segnalati dallo stesso gruppo di mamme che da mesi si oppone ai tagli nel sociale e ai rincari nelle tariffe

Savona. “Non c’è quiete per le famiglie Dopo la stangata delle rette dei nidi, il caro-mensa, il cibo crudo, la chiusura di un nido e i libri a pagamento, ecco la processionaria in giardino”. Non c’è quiete per le famiglie savonesi: a sostenerlo sono alcune delle mamme che da mesi si oppongono ai “tagli” del Comune nel settore del sociale.

Il gruppo di mamme fu alla base della prima protesta, quella del cosiddetto “esercito dei passeggini”, contro i rincari delle tariffe di mense e asili nido. Sempre loro si sono opposte successivamente alla chiusura del nido “La Giostra”, hanno denunciato il caso del cibo crudo nelle mense e quello del taglio dei contributi comunali sull’acquisto dei libri scolastici. Ora l’arrivo della primavera ha portato con sé una nuova battaglia: negli scorsi giorni alcuni bambini, mentre giocavano nei giardini dei vari istituti scolastici, hanno riportato sfoghi più o meno gravi dovuti alla presenza della processionaria dei pini.

processionaria

A finire nel mirino delle mamme, in questo caso, è lo scarso tempismo con cui Ata ha proceduto alla disinfestazione. “Dalla metà di marzo – spiegano – in alcune scuole dotate di giardino sono stati rilevati nidi, e solerti genitori e insegnanti hanno effettuato le dovute segnalazioni agli enti preposti per chiedere una disinfestazione, indispensabile per tutelare la salute dei piccoli. Ciononostante, pare che tali interventi, in carico ad Ata, siano stati effettuati in ritardo”.

“La disinfestazione infatti – spiegano – è efficace se colpisce il nido, ovvero se non permette all’insetto di passare allo stato di bruco”. In caso contrario, i disagi per i piccoli non sono pochi: “La larva è ricoperta di peli urticanti che si staccano facilmente, e che se entrano in contatto fisico o anche solo aereo con animali o esseri umani provocano reazioni allergiche anche gravi (con rischio di shock anafilattico nei soggetti predisposti)”. Nelle immagini due casi: uno sfogo sul volto di un bimbo che frequenta la scuola elementare Colombo ed un altro sul braccio di un piccolo alunno della materna di Mongrifone.

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Le contromisure adottate, accusano le mamme, non sono state sufficienti. “In alcuni casi è stata vietata la sosta in giardino, poi riconcessa con delega scritta dal comune – raccontano – ma evidentemente qualcosa non ha funzionato, per cui parecchi bambini hanno mostrato negli ultimi giorni disturbi, alcuni di lievi entità altri invece molto più seri e preoccupanti che hanno necessitato di intervento pediatrico con antistaminici e farmaci dedicati”.

Le mamme, insomma, sono nuovamente sul piede di guerra. “Nessuno tocchi i bambini”, tuonano. E vista la tenacia con cui hanno battagliato in passato, c’è da credere che non molleranno fino a quando il problema non sarà risolto.

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