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Albissolese morto a Santo Domingo, l’ambasciata: “Nessuna ipotesi esclusa”. Ma per la polizia è suicidio

A dirlo è Livio Spadavecchia, Incaricato d'Affari della missione diplomatica in Repubblica Dominicana. Ma gli investigatori ribadiscono: nessun segno di colluttazione o d'arma da fuoco

Agg. ore 18.40: Il comando della polizia locale ribadisce la convinzione che si tratti di un suicidio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori non ci sarebbero sul corpo del giovane segni di colluttazione né colpi d’arma da fuoco: Grandis sarebbe morto per un trauma cranico dopo essersi lanciato dal secondo piano della struttura. Il giovane era a Bavaro da 2 giorni, al termine di un viaggio in diversi paesi del Sudamerica durato 7 mesi. La polizia riferisce che il giovane aveva in programma di rientrare in Italia il 25 maggio (nella foto qui sotto il luogo in cui è stato ritrovato il corpo del ragazzo).

alessandro grandis residence la joya santo domingo

Santo Domingo. “La dinamica deve ancora essere accertata, al momento è presto per dire con sicurezza cosa è accaduto”. E’ il chiarimento che arriva dall’Incaricato d’Affari della missione diplomatica d’Italia nella Repubblica Dominicana Livio Spadavecchia, che in queste ore sta seguendo da vicino le indagini sulla morte del ventottenne albissolese Alessandro Grandis.

Il giovane, che si trovava a Santo Domingo da alcuni mesi, è stato ritrovato morto ieri mattina alle 7 ora locale sul bordo della piscina di un complesso residenziale di appartamenti di lusso, denominato “La Joya”, situato in località Cocotal a Bavaro. Una tragedia che, secondo quanto riportato da alcuni giornali locali, sarebbe stata inizialmente bollata come un suicidio dalla polizia dominicana: secondo gli investigatori il giovane potrebbe essersi lanciato dal secondo piano della struttura.

Una ricostruzione però duramente contestata da un blog che fa riferimento alla comunità italiana di Santo Domingo, secondo cui Grandis potrebbe essere invece morto per un colpo d’arma da fuoco alla nuca. La scena del crimine non contribuisce a chiarire il mistero: le fotografie scattate da un giornale locale ritraggono il giovane a terra, con le gambe ancora immerse nell’acqua della piscina. In acqua una sagoma rettangolare, con tutta probabilità lo smartphone del ragazzo. Dietro la nuca, sul pavimento, una pozza di sangue.

Ipotesi che non vengono confermate né smentite da Spadavecchia, raggiunto telefonicamente da Ivg.it proprio mentre si trovava negli uffici della polizia locale per seguire l’inchiesta. “E’ presto per fare ricostruzioni, dobbiamo aspettare che terminino le indagini – ha precisato – Qualcosa di più si potrà capire solo dopo gli interrogatori e l’autopsia”.

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