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Tentato furto al bar della bocciofila di Loano: è il 16^ episodio in quattro anni

L'amarezza del titolare: "Cose di questo genere rendono la vita impossibile e fanno venire voglia di lasciare perdere tutto"

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Loano. E’ riuscito a fuggire pochissimi secondi prima dell’arrivo dei carabinieri il malvivente che la notte scorsa ha tentato di svaligiare il bar del bocciodromo di via Alba a Loano, che negli ultimi quattro anni ha subito esattamente 16 tra furti e tentati furti.

Secondo quanto accertato, il ladro è entrato passando da uno degli accessi della struttura sportiva. Scassinando la porta, però, il malvivente ha fatto scattare i sensori collegati rispettivamente con la centrale del 112 e con il cellulare del titolare del locale, Paolo Gavioli, il quale a sua volta ha allertato i carabinieri e poi si è precipitato sul posto.

Nel frattempo, il malvivente ha continuato ad aggirarsi all’interno del bocciodromo. Dopo aver percorso il corridoio di collegamento tra le piste e il bar, il ladro ha tentato di forzare una delle finestrelle che collegano le due diverse “ali” della struttura.

Prima che potesse riuscirci, però, sul posto sono arrivate due pattuglie, che lo hanno costretto ad interrompere la sua “attività” e a darsi alla fuga tornando sui propri passi. Una volta all’esterno, il malvivente ha fatto perdere le proprie tracce “gettandosi” in una siepe e poi fuggendo in direzione della via Aurelia attraverso via Giordano.

Stando a quanto stabilito, il malvivente non sarebbe riuscito a portare via niente. Tuttavia, per il titolare Paolo Gavioli, che gestisce il bar da ormai quattro anni, l’episodio di ieri rappresenta l’ultimo di una serie di furti (o tentati furti) che pare non avere fine.

“Proprio non capisco cosa porti questi ladri a cercare di svaligiare in continuazione il mio locale – spiega – Questo è un bar come tanti. Gli incassi sono nella media. Portiamo a casa qualcosa in più in occasione di tornei e gare importanti, ma ovviamente in quei casi non lascio mai l’incasso nel registratore dopo la chiusura. Non capisco, quindi, cosa li spinga ad accanirsi sempre su di noi”.

Dal canto suo, Gavioli ha fatto tutto il possibile per “mettersi al sicuro” contro queste visite indesiderate: “Dopo che hanno colpito una delle ultime volte ho fatto installare un sistema a sensori che mi avverte ogni volta che qualcuno tenta di entrare. Ma ugualmente non è servito a niente. Tempo fa avevo addirittura mettere una sirena sulla porta di ingresso. Quella volta i ladri hanno riempito d’acqua un bidone dell’immondizia, hanno staccato la sirena e l’hanno gettata nel bidone per silenziarla. Ora ci risiamo”.

“Cose di questo genere rendono la vita impossibile e fanno venire voglia di lasciare perdere tutto. Sono sempre qui, a volte lavoro venti ore al giorno. E poi succedono cose di questo genere”.

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