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A Roccavignale ok all’accoglienza dei migranti ma tutelando i residenti

Il progetto è finanziato dal ministero degli interni che a sua volta è finanziato dall'UE

Roccavignale. “Abbiamo deciso di tutelare i nostri cittadini dall’arrivo di nuovi profughi rispettando però le leggi”. Il sindaco Amedeo Fracchia annuncia che è stato appena varato lo schema d’accordo e sottoscritto tra i cinque comuni e Roccavignale per gestire l’accoglienza ai profughi nell’entroterra. Gli enti pubblici fanno rete per la gestione dello Sprar, ovvero il “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”.

C’è già un avviso per la ricerca di uno o più soggetti terzi per poi elaborare una progettualità finalizzata alla presentazione di una candidatura da avanzare al Ministero dell’Interno. Iniziativa che rientra nell’ambito della selezione dei progetti territoriali per il triennio 2017-2019 per l’accoglienza dei migranti.  L’avviso appena pubblicato dal Comune che è l’ente capofila è dedicato soprattutto ad organismi del terzo settore.

Dovranno essere avviati interventi e servizi di accoglienza, integrazione e tutela per i richiedenti asilo, per i titolari di protezione umanitaria o internazionale e rifugiati previsti dal ministero dell’Interno, per il tramite del servizio centrale dello Sprar anche in rete con altri Comuni limitrofi.

“In questo periodo di forti contrasti tra le istituzioni centrali e i sindaci per la gestione dei migranti, il nostro comune insieme a quelli di Millesimo, Cengio, Murialdo e Cosseria – sottolinea il sindaco Amedeo Fracchia – non ci tiriamo indietro. Oggi lo Stato ci garantisce di non trasferirne altri a patto che siano i Comuni a gestire parte dei migranti già presenti sul nostro territorio (progetto SPRAR). Le cooperative tanto discusse pertanto non avranno più il ruolo centrale di oggi con incarichi ricevuti direttamente dalla prefettura ma al più potranno collaborare con i Comuni per la gestione dei profughi”.

Ancora Fracchia: “La giunta di Roccavignale ha approvato uno schema di accordo tra i cinque comuni e pubblicato un avviso per la ricerca di un soggetto che ci accompagni in questo percorso. Il progetto totalmente finanziato dal ministero degli Interni che a sua volta è finanziato dall’Ue prevede, oltre alla gestione quotidiana dei ragazzi , il finanziamento di mezzi, di attrezzature, di corsi e l’assunzione di qualche nostro disoccupato italiano. Insomma con grande senso di responsabilità delle giunte di questi 5 comuni ( ad oggi solo noi in quanto capofila) si è deciso di vivere da protagonisti questo fenomeno migratorio senza subire scelte fatte dall’alto”.

Il sindaco assicura che “da tutto ciò riusciremo anche a creare qualcosa di positivo per la nostra comunità. Ora stiamo lavorando sui progetti che vorremmo ci finanziassero, in primis la gestione del verde pubblico e il recupero delle vecchie strade di campagna attraverso il finanziamento degli opportuni mezzi meccanici e corsi di formazione. Incrociamo le dita, e iniziamo a lavorarci sopra”.

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