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Camillo Sbarbaro, il poeta che celebrò Spotorno

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

“…Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.”

Si avvicina la festa del papà… come non cogliere l’occasione per raccontare del poeta ligure che la compose? Mi piace ricordare il poeta delle piccole cose semplici, dei sentimenti domestici e quotidiani, del contatto con l’essenziale natura ligure, del silenzio, citando almeno quel verso conclusivo carico della struggente nostalgia del ricordo del padre, espressione massima di affetti familiari, nella poesia “A mio padre” che molti di noi forse hanno studiato a scuola.

Nato a Santa Margherita Ligure, era ancora un bambino quando, orfano di madre, Camillo Sbarbaro si trasferisce a Varazze prima e a Savona poi, per studiare presso il Liceo Chiabrera. Trovato un impiego presso l’industria siderurgica a Savona, dopo aver pubblicato la prima raccolta di poesie “Pianissimo” nel 1914, allo scoppio della I Guerra mondiale si arruola come volontario nella Croce Rossa.

Uomo coltissimo, tra le due guerre viaggia, insegna greco, scrive per riviste letterarie, infine si trasferisce con la sorella e la zia a Spotorno, in via Finale, dove già vivevano i nonni materni, dedicandosi oltre che alla poesia (pensiamo ai versi “Spotorno, terra avara… Spotorno, paesaggio dell’anima; cielo che a guardarlo si beve…”), alla traduzione dei classici greci e francesi.

Non tutti sanno che… Camillo Sbarbaro muore a Savona il 31 ottobre del 1967: quest’anno si svolgeranno dunque le celebrazioni a cura del Comune di Spotorno per ricordare il 50° anniversario della morte.

Non tutti sanno che… il premio Nobel Eugenio Montale dedicò una sezione delle prime pagine della raccolta “Ossi di seppia” proprio a Camillo Sbarbaro, definendolo “estroso fanciullo”, tessendone così le lodi come augurio di fama futura.

Non tutti sanno che… Grazie all’immensa passione per la botanica, in particolar modo per muschi e licheni, le collezioni del poeta sono conservate nel Museo di Storia Naturale di Genova e al Field Musem di Chicago.

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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