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Sanzioni europee sulla pesca, Briano: “Troppe norme e spesso troppo severe, anche se tutelano i mari e il settore”

La vice presidente della commissione pesca al parlamento europeo invita le destre estreme a collaborare a Bruxelles: “Quando c'è da lavorare serve 'Chi l'ha visto' per trovarli”

Liguria. L’europarlamentare Renata Briano ha appreso con grande soddisfazione la decisione del Partito Democratico di presentare una risoluzione in cui si invita il governo a rivedere la contestata legge numero 154 del 28 luglio 2016 in materia di sanzioni e di sistemi di controllo.

“Reputo importante adattare le sanzioni e i sistemi di controllo alle peculiari dimensioni delle imprese nazionali – ha spiegato la vice presidente della commissione pesca al parlamento europeo – Ho sempre ritenuto e ritengo quella legge sbagliata e ingiusta”.

Una legge sbagliata e ingiusta che per Renata Briano, però, sancisce principi generali corretti. “Non dobbiamo dimenticare che queste norme, seppur troppe e spesso troppo severe, tutelano i nostri mari e quindi anche la sostenibilità della pesca, a vantaggio di tutti, anche dei pescatori – ha chiarito l’eurodeputata Pd – Il vero problema è come questa norme vengono recepite dagli Stati membri, su questo aspetto dovremmo aprire una profonda riflessione anche in Italia”.

Renata Briano nella discussione sulle norme europee legate alla pesca ha voluto rivolgere un invito anche ai colleghi delle destre estreme che in questi giorni stanno cavalcando la protesta dei pescatori.

“Invito i miei colleghi europarlamentari dei partiti di estrema destra a darmi una mano nel lavoro quotidiano per cercare di migliorare e di semplificare le norme – ha dichiarato l’europarlamentare Pd – Confesso che molte volte per trovarli ho pensato di chiamare ‘Chi l’ha visto’”.

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