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Sabato sera al Circolo Al.Trove: proiezione del film Il Murràn

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Sabato prossimo 18 febbraio dalle ore 21 al Circolo ARCI Al.Trove di Via San Lorenzo 75r a Savona, proiezione del film Il Murràn prodotto dall’Associazione Culturale Geronimo Carbonò.
La serata è organizzata dal Circolo ARCi Al.Trove e dall’Associazione Culturale Geronimo Carbonò, in collaborazione con Arci Savona.
Dopo la proiezione del film sarà realizzato assieme a Ciro Buttari, autore della colonna sonora del film, un laboratorio di musica e canto collettivo dal titolo “Io sono suono”.
Prima della proiezione aperitivo speciale a 7 euro e durante tutta la serata sarà aperto il bar del Circolo con possibilità di assaggiare la selezione di vini, birre, salumi e formaggi.
Ingresso riservato ai soci ARCI
Il Progetto
Nell’estate 2014, una giovane ragazza Maasai ha raggiunto una “pastora” piemontese sui pascoli delle Alpi Marittime. Due donne lontanissime tra loro, diverse per colore di pelle, generazione e lingua hanno vissuto una stagione d’alpeggio insieme, condividendo il lavoro, raccontandosi la loro storia, riconoscendosi più vicine.
Le loro voci arrivano da lontano. Silvia si muove tra elementi primordiali, produce il formaggio con gli strumenti dei suoi antenati, ha tramandato la passione a suo figlio come in un rituale. Leah ha impressi a fuoco sulla pelle i simboli di un popolo pastore che ancora sopravvive sugli altipiani del Kenya. L’una e l’altra incarnano culture che oggi si trovano di fronte a scelte decisive, necessarie per la loro sopravvivenza. Ilmurrán significa “guerrieri”, perché la loro è una storia di resistenza.
L’incontro è nato come un’esperienza antropologica a tutti gli effetti, realizzata in regime di completa autoproduzione dall’Associazione Culturale Geronimo Carbonò.
Il Film
I contenuti di questa storia hanno origine da strade e radici (routes/roots). Un cammino in montagna, deserto verde in cui si incontrano vite separate, tenute insieme da un tempo ancestrale.
Un film interamente sui “masai” – africani e italiani – inseguendo i confini dello stereotipo e ricercando l’essenza di un popolo nomade, di fiera saggezza. Un film sui “masai” in cui i colori si confondono. Il deserto è verde, il formaggio è fatto da mani nere. Un insieme di valori che si allontana dalla geografia, la testimonianza di una possibile fratellanza universale.
La visione si trasforma in idea per tornare a essere immagine. Fare questo film per aprire porte chiuse, falsificare la realtà per renderla più reale, giocare con la serietà e la tristezza imposta di un mondo che in cuor suo non vorrebbe fare altro che giocare bene, per liberarsi.
Il film come frutto ultimo di un’esperienza di vita, un lavoro collettivo, un’alchimia fatta di sensazioni, di spazi condivisi, di malumori e malintesi, di bolle sotto i piedi, di serate in cui decidere come procedere, di segreti per alcuni da proteggere, per altri da ricercare e svelare.
Abbiamo bisogno di metafore, abbiamo bisogno soprattutto di immaginarci semplici. Cosa ci potrebbe essere di più semplice e forte che una progressiva, naturale empatia tra queste due donne così diverse? Di fronte a Leah e Silvia, abbiamo voglia di stare ad ascoltare.
Abbiamo desiderio di stare ad ascoltare. Abbiamo necessità di sederci e ascoltare.
Per maggiori informazioni sull’intero progetto e sul film: www.ilmurran.it

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