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Privatizzazione ospedale Cairo, Cagnone difende Briano: “Bologna e Molinaro obbediscono alla Regione” foto

Ironia dell'assessore cairese: "Se Briano è contro fa politica, se loro sono a favore invece sono illuminati..."

Cairo Montenotte. “Non capisco. Se Briano è contro la privatizzazione lo fa per politica, mentre se Bologna e Molinaro sono a favore sono illuminati?”. L’assessore di Cairo Montenotte Dario Cagnone sceglie l’ironia per difendere il “suo” sindaco Fulvio Briano, dopo l’annuncio ieri mattina a IVG delle proprie dimissioni dalla presidenza del Distretto Socio-Sanitario delle Bormide dell’Asl 2 Savonese.

Una scelta fatta in contrasto con l’atteggiamento di diversi colleghi sindaci, con cui si aspettava di fare fronte comune e che invece hanno assunto posizioni meno intransigenti nei confronti dell’ipotesi di privatizzare l’ospedale di Cairo Montenotte. Le dimissioni annunciate ieri hanno sorpreso numerosi sindaci della Valle, tra cui quello di Cosseria Roberto Molinaro che ha punzecchiato: “E’ un tentativo di campagna elettorale in anticipo, la sua è una scelta meramente politica”. Mentre Franco Bologna, sindaco di Carcare, ha difeso il progetto di privatizzazione: “Non è un salto nel buio, ma l’unica alternativa per riuscire ad avere un Pronto Soccorso e migliorare la sanità del territorio”.

Parole a cui, oggi, Cagnone ha replicato attraverso i social network. “Non riesco a capire – scrive – il percorso logico di quelli che dicono che se Fulvio Briano si schiera contro la privatizzazione dell’ospedale, lo fa solo per scelta politica, per cieca osservanza a superate ideologie mentre se Bologna e/o Molinaro si dichiarano a favore, no. Loro scelgono di regalare il nostro ospedale ad un privato perché sono illuminati e non per obbedienza ai loro referenti regionali?!”.

La querelle ospedale continua, dunque, ad animare la Valbormida. Diverse le posizioni, ma uguali le prospettive: salvare il San Giuseppe per tutelare i cittadini e la loro salute. Come andrà a finire si inizierà a comprendere dopo il 15 maggio, quando si scoprirà se qualche privato si è fatto avanti.

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