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Case ad uso turistico, stretta dal Comune di Laigueglia: “Mettersi in regola”

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Laigueglia. L’invito lanciato dall’Ufficio Commercio del Comune di Laigueglia è rivolto sia ai proprietari di case e alloggi che alle agenzie immobiliari presenti sul territorio di Laigueglia, ma in tutta la cittadina sono stati affissi manifesti che informano sull’iniziativa appena varata. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità degli alloggi stessi, l’organizzazione del servizio, ma anche avviare un deciso miglioramento delle caratteristiche intrinseche delle abitazioni cercando di offrire un servizio innovativo della ricettività turistica. Da considerare, tra l’altro, che Laigueglia probabilmente ospita nei periodi di punta più turisti in alloggio che negli alberghi.

Tutto nasce dalla Legge Regionale del 12 novembre 2014 con riferimento al Testo Unico in materia di strutture turistico recettive. In buona sostanza i proprietari e le agenzie immobiliari devono comunicare alla Regione e al Comune di competenza, gli “appartamenti ammobiliati ad uso turistico”. Locazione di case e alloggi che avvengono appunto anche mediante le agenzie immobiliari.

“Sappiamo bene che il turismo in Riviera, negli ultimi tempi, è determinato da una forte crescita di presenze nelle seconde case – dicono in Comune – ecco perché chiediamo di migliorare la qualità dell’offerta anche per queste strutture ricettive che a Laigueglia sono numerose”. Tra l’altro le segnalazioni sono obbligatorie per legge. Viceversa si può incorrere in sanzioni amministrative che variano dai 500 ai 6 mila euro.

A differenza delle “Case vacanze”, dei “Bed & Breakfast” e degli “Affitta camere”, che devono essere registrati sia in Comune, tramite l’invio di una segnalazione certificata di inizio attività, sia in Regione, a cui spetta l’acquisizione dei dati relativi agli arrivi e alle presenze, gli “appartamenti ammobiliati ad uso turistico” seguono procedure semplificate. Devono, in sostanza, indicare le caratteristiche generali della struttura sia alla Regione sia al Comune e poi rispettare i limiti indicati dalla legge regionale di riferimento, del 2014.

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