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Matrimoni “finti” per il permesso di soggiorno: prime ammissioni davanti al gip fotogallery

Nel mirino dei carabinieri e del pm Ferro le nozze celebrate in Comune a Savona, Varazze, Cairo e Casale Monferrato

Savona. Formalmente si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha voluto comunque rendere spontanee dichiarazioni davanti al gip Francesco Meloni. Questa mattina Said Assouli, 46 anni, una delle cinque persone finite in carcere nell’operazione che ha scoperto un giro di nozze “finte” (organizzate per far ottenere a cittadini extracomunitari un permesso di soggiorno), è stato interrogato a Savona.

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Davanti al giudice, accompagnato dal suo legale Lucrezia Novaro, il marocchino si è limitato solo a poche dichiarazioni, ma di fatto avrebbe parzialmente ammesso gli addebiti. In particolare avrebbe confermato di aver contribuito all’organizzazione di alcuni matrimoni finti, ma, non tuttii quelli contestati dall’accusa (cinque in tutto). L’arrestato si è poi riservato di fornire ulteriori chiarimenti davanti al pm Giovanni Battista Ferro al quale chiederà di essere ascoltato nelle prossime settimane.

Sempre oggi, ma nel pomeriggio, il gip Meloni ha interrogato anche Hatim Elasraoui, 35 anni, assistito dall’avvocato Domenico Chirò, che ha scelto di rispondere alle domande del giudice. Elasraoui ha respinto le accuse mosse dal pm: ha infatti ammesso di aver fatto da testimone di nozze, ma solo perché era amico della sposa e senza incassare nemmeno un euro. Per quanto riguarda i presunti ruoli organizzativi e di mediatore in altre cerimonie, l’uomo ha negato ogni addebbito spiegando anche di non essere mai andato in Questura a depositare documenti per l’ottenimento del permesso di soggiorno.

Le altre tre persone finite in manette, Hamid Tarik, 37 anni, Khadija Nasser, 49, e Luigi Accattatis, 62, sono invece stati ascoltati per rogatoria a Genova. Per tutti le accuse sono a vario titolo e in concorso di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina al falso per induzione.

Per quanto riguarda le dieci donne finite agli arresti domiciliari (misura applicata “a tempo” e che resterà valida per dieci giorni), Katia Grippa, 32, Eliana Pizzorno, 53, Marzia Siragusa, 46, Samuela Pesce, 28, Jennifer Maletta, 20, e sua madre Manuela Ventimiglia, 43 (che avrebbe contribuito ad organizzare il matrimonio della figlia), Lara Punta, 46, Gabriela Ewa Dlugosz, 28, Debora Borrelli, 30, e Giuseppina Ciceri, 28, saranno sentite nelle prossime settimane.

Nel mirino dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Savona, coordinati dal pm Giovanni Battista Ferro, sono finiti dieci matrimoni, sette celebrati in Comune a Savona (il 19 marzo 2015, il 6 luglio 2015, il 27 gennaio 2016, il 9 aprile 2016, il 29 aprile 2016, il 26 gennaio 2016 e il 13 novembre 2016) e gli altri nei municipi di Varazze (il 31 agosto 2015), Cairo Montenotte (il 1° luglio 2016) e Casale Monferrato (il 23 settembre 2015).

Gli inquirenti hanno accertato che i matrimoni erano così ben simulati che sia gli ignari ufficiali di stato civile del Comune, che gli operatori di polizia dell’ufficio immigrazione e stranieri della Questura (nel quale veniva depositato l’atto di matrimonio), sono stati tratti in inganno e indotti in errore, come ha rilevato il gip Francesco Meloni nella sua ordinanza. Tra l’altro il pm Ferro ha sottolineato la preziosa collaborazione del Questore dall’inizio di questa vicenda.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, erano due le anime di questo business dei finti matrimoni: c’era un gruppo che si muoveva tra Savona ed Albenga composto da Nasser, titolare di un’agenzia d’affari e addirittura interprete per il Tribunale di Savona, che individuava gli sposi e li seguiva in tutto l’iter burocratico del matrimonio, e da Tarik e Elasraoui che, invece, pensavano alle spose e si occupavano dei loro pagamenti.

Tra Savona e la Valbormida, per gli investigatori, il punto di riferimento sarebbe stato invece Said Assouli che avrebbe organizzato alcuni matrimoni fittizi, assumendo anche il ruolo di testimone e interprete, seguendo con sorprendente competenza anche tutta la “pratica amministrativa” fino al rilascio del permesso di soggiorno da parte del clandestino.

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